Giustizia: Anm, solidarieta’ a lavoratori in sciopero (ANSA) – ROMA, 28 GIU – L’Associazione Nazionale Magistrati esprime solidarieta’ alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto giustizia che oggi scioperano – sottolinea la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm “per le croniche carenze di organico e la demotivazione in cui viene lasciato il personale in servizio, dopo lustri di promesse mancate e retribuzioni inferiori a quelle di quasi tutti i dipendenti pubblici”.(ANSA).
Dopo essere stati costretti a indire lo stato di agitazione e conseguente sciopero per la mancata applicazione dell’Accordo del 26 aprile 2017, oggi dobbiamo fare nostre le giuste doglianze/lamentele dei lavoratori che ancora una volta si vedono bistrattati da una Amministrazione che pretende sempre di più dai propri dipendenti, e nulla dà. Il cedolino di giugno lascerà ancora una volta i lavoratori a bocca asciutta poiché in esso, non ci sarà il giusto adeguamento stipendiale per le progressioni economiche già effettuate con i relativi arretrati di 18 mesi (decorrenza 1° gennaio 2018). Siamo stanchi di sentire le varie giustificazioni, che riteniamo inopportune, immotivate e dilatatorie delle Amministrazioni coinvolte. Chiediamo pertanto che il problema venga risolto immediatamente, anche con l’emissione di un cedolino speciale entro il mese di giugno. La mancanza di risposte aggraverà il malessere dei Lavoratori, già provati da enormi ritardi, come quello che si sta determinando con la mancata convocazione, a tutt’oggi della trattativa sul FUA 2018. I lavoratori sono stanchi di subire ritardi per l’incompetenza di chi percepisce stipendi elevatissimi contro chi ha una remunerazione media di circa 1.200 euro mensili. CGIL CISL e UIL chiedono più rispetto e dignità verso i Lavoratori della GIUSTIZIA. Lavoratori, oramai sfiduciati verso un’Amministrazione che non ritengono più affidabile nel rispettare e mantenere termini e impegni sottoscritti, e che con forza e una grande e massiccia partecipazione, sosterranno la programmata mobilitazione messa in atto da CGIL, CISL e UIL.
Il 26 aprile 2017 abbiamo sottoscritto presso il Ministero della Giustizia un importante accordo il quale, tra l’altro, ha previsto: due procedure di progressione economica; la realizzazione delle progressioni giuridiche nelle aree ossia i cambi di profilo attraverso lo strumento della flessibilità; la realizzazione delle progressioni tra le aree ossia il transito degli ausiliari in area seconda ed il passaggio, ex art.21 quater della L.132/15, dei contabili e degli assistenti informatici e linguistici in area terza; lo scorrimento integrale delle graduatorie per funzionari giudiziari e funzionari NEP formate in applicazione dell’art.21 quater della L.132/15. Se si eccettuano le due procedure di progressione economica che a fatica sono state avviate, ma che non si sono ancora concluse, purtroppo l’accordo sottoscritto nel 2017, benché firmato dal Ministro in carica e recepito in un decreto ministeriale, è rimasto inattuato. A nulla sono serviti gli sforzi profusi per sensibilizzare l’amministrazione che si è dimostrata progressivamente sempre più sorda ed insensibile alle istanze dei lavoratori e sindacali. Nelle more però c’è stato un fatto nuovo, assolutamente prevedibile dagli addetti ai lavori e da noi più volte denunciato. In conseguenza dell’età avanzata del personale, determinatasi a seguito dell’ultra ventennale bocco del turn over, e quindi non solo per l’applicazione della cd quota cento, secondo proiezioni ufficiali del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, nel triennio 2019/2021, in aggiunta ai 2330 pensionamenti del 2018, ci saranno 10.685 pensionamenti e, di questi, 7.158 nel solo 2019. Nella sostanza in tutti i distretti il personale in servizio negli uffici giudiziari risulterà in pratica dimezzato entro il 2021. In questa situazione di drammatica carenza di personale, che a breve metterà a rischio l’apertura stessa degli uffici giudiziari, moltiplicando i carichi di lavoro e le responsabilità di chi resterà in servizio, il Ministro, invece di adottare iniziative volte a valorizzare il personale, già indicate nell’accordo del 2017, si è limitato ad annunciare, a beneficio esclusivo dell’opinione pubblica, solo alcune assunzioni (1850 funzionari giudiziari, 300 operatori giudiziari e 903 assistenti giudiziari) le quali, in relazione ai tempi medi di durata delle procedure concorsuali ed ai vuoti che si determineranno entro il 2021 (circa ventimila unità), sono del tutto insufficienti a far fronte alle reali esigenze dell’amministrazione. Vista la drammaticità della situazione, l’inadempienza contrattuale dell’amministrazione e le insoddisfacenti risposte date dal Ministro, al fine di tutelare tutti i lavoratori della Giustizia, congiuntamente a FP CGIL e UIL PA abbiamo deciso di avviare le procedure per la proclamazione dello sciopero chiedendo al Ministero del Lavoro di esperire il tentativo di conciliazione previsto dalla legge. Pubblichiamo la lettera al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di richiesta di avvio del tentativo di conciliazione
Sottoscritto in questi giorni il nuovo accordo quadro con l’Università Unitelma Sapienza che garantisce agli iscritti CISL FP, fino al 31/10/2022, l’accesso ai corsi di laurea in area giuridica/economica/informatica/psicologia/archeologia a condizioni estremamente vantaggiose. Abbiamo sottoscritto con l’Ateneo anche un accordo – valido per i master ed i corsi di formazione universitaria – con durata sino al 31/10/2019 (salvo per alcuni la cui durata è limitata al 30/06) che prevede per i nostri iscritti una scontistica sul prezzo di listino pari anche all’80%.
