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Funzione Pubblica
102 - codice comportamento dipendenti giustizia - Il nuovo testo Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Domenica 22 Aprile 2018 12:08

Pubblichiamo il codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Giustizia, adottato con D.M. in data 23 febbraio 2018, pubblicato sul B.U. n. 7 del 15 aprile 2018. Il predetto codice di comportamento integra e specifica le previsioni del D.P.R. n. 62/2013, e definisce, ai sensi e per gli effetti dell'art. 54, comma 5, del d.lgs. n. 165/2001 e s.m.i., i doveri di lealtà, diligenza, imparzialità, buona fede e servizio esclusivo alla cura dell'interesse pubblico che i dipendenti del Ministero della Giustizia sono tenuti ad osservare. In particolare l'art. 2, concernente l'ambito di applicazione degli obblighi di condotta previsti nel Codice, afferma che gli stessi sono estesi anche a tutti i collaboratori o consulenti, titolari di qualsiasi tipologia di contratto o incarico, nonché ai collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi che realizzano opere in favore del Ministero della giustizia.

 
93 - contrattazione integrativa - l'aran dice no alla partecizione dei sindacati non frmatari del CCNL Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 14 Aprile 2018 19:21

 
83 - Nuovo CCNL Funzioni Centrali - La certificazione della Corte dei Conti Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Mercoledì 04 Aprile 2018 15:57

 
59 - permessi ex lege 104/1992 e part time verticale - diritto al godimento integrale dei tre giorni Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Mercoledì 07 Marzo 2018 22:21

La Corte di Cassazione, sez. Lavoro con sentenza n. 4069/2018 ha sancito che il dipendente con orario di lavoro p/time verticale ha diritto al godimento integrale dei tre giorni di permesso mensile ex art. 33 della legge 104/1992, riconosciuti per l’assistenza di un familiare con handicap grave (coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti).
Il caso portato all’attenzione della Suprema Corte riguarda una lavoratrice del settore privato con orario p/time verticale che lamentava il godimento di due giorni di permesso ex legge 104/1992 in luogo dei tre fruibili per tutti gli altri lavoratori.
Secondo i giudici, in attuazione del principio di non discriminazione, per gli istituti che hanno una connotazione patrimoniale e che si pongono in stretta corrispettività con la durata della prestazione lavorativa, è ammissibile il riproporzionamento del trattamento del lavoratore (es. importo dei trattamenti economici in caso di malattia e infortunio). Per gli istituti riconducibili ad un ambito di diritti a connotazione non strettamente patrimoniale e in assenza di specifica disciplina di legge l'interprete deve ricercare tra le possibili opzioni offerte dal dato normativo quella maggiormente aderente al rilievo degli interessi in gioco ed alle sottese esigenze di effettività di tutela. Si tratta di una misura destinata alla garanzia della salute psico-fisica del disabile quale diritto fondamentale dell'individuo tutelato dall'art. 32 Cost., che rientra tra i diritti inviolabili che la Repubblica riconosce e garantisce all'uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità (art. 2 Cost.).
Tenuto conto delle finalità dell'istituto disciplinato dall'art. 33 della legge 104/1992, i giudici della Suprema Corte, bocciano il ricorso dell’INPS e confermano che il diritto ad usufruire dei permessi costituisce un diritto del lavoratore non comprimibile da riconoscersi, pertanto, in misura identica a quella del lavoratore a tempo pieno.
Nonostante l’orientamento interpretativo riguardi una lavoratrice del settore privato è opportuno, oltre che giuridicamente sostenibile, considerarlo estensibile ai dipendenti pubblici. D’altronde, in merito alla fruizione dei permessi ex legge 104/1992 in caso di p/time verticale sino ad oggi si è fatto riferimento alle indicazioni operative espresse dall’INPDAP con circolare n. 34 del 10 luglio 2000 che prevede, per i dipendenti pubblici con p/time verticale, una riduzione delle giornate di permesso proporzionale alle giornate effettivamente lavorate. Per completezza informativa vi segnalo che nel caso dell’orario di lavoro con p/time orizzontale la stessa circolare ammette il godimento integrale dei tre giorni di permesso.
Atteso quanto sopra, la recente sentenza della Cassazione assume un particolare valore soprattutto a fronte della modifica della disciplina del p/time operata in tutti i contratti collettivi nazionali recentemente sottoscritti. Nello specifico, l’art. 59 comma 9 del ccnl Funzioni centrali, l’art. 55 comma 9 dell’ipotesi del ccnl Funzioni locali e l’art. 62 comma 9 dell’ipotesi del ccnl Sanità prevedono espressamente che “i lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell’anno (…). Analogo criterio di proporzionalità si applica anche per le altre assenze dal servizio previste dalla legge e dal presente CCNL, ivi comprese le assenze per malattia”. Il dato testuale della norma consentirebbe di applicare erroneamente ai permessi ex legge 104/1992 il criterio di proporzionalità in quanto assenze dal servizio previste dalla legge.
Alla luce del nuovo orientamento giurisprudenziale chiederemo alla controparte che con  dichiarazione congiunta possa essere chiarita la portata applicativa delle disposizioni contrattuali sopra citate, escludendo l’istituto dei permessi ex legge 104/1992 dalle assenze previste per legge soggette a riproporzionamento.

Vi terremo informati sui futuri sviluppi.

 
45 - CCNL Funzioni Centrali - Sottoscritto oggi in via definitiva Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 12 Febbraio 2018 22:10

 
44 - TFS/TFR - Firma online Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 10 Febbraio 2018 22:16

 
17 - Visite fiscali - la nuova disciplina Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 11 Gennaio 2018 23:55

Pubblichiamo il dpcm 206/2017 recante la nuova disciplina delle visite fiscali nonché la nota esplicativa della federazione nazionale.

 
218 - Polizza Colpa grave - Gratis agli iscritti CISL FP Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 16 Dicembre 2017 22:21

La nota della Federazione Nazionale

 
199 - Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle gestioni pubbliche - Circolare Inps 169 del 15.11.2017 Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Domenica 19 Novembre 2017 17:33

Con circolare n. 169 del 15/11/2017, l’INPS è intervenuto nuovamente sulla prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche, ritirando la precedente circolare n. 94/2017 e riformulando in parte la materia, così come richiesto unitariamente da CGIL CISL UIL con nota del 17 ottobre scorso inviata al Ministro del Lavoro e al Presidente dell’Istituto.
Nella nota, in particolare, le organizzazioni sindacali segnalavano preoccupazioni e perplessità non solo su modalità e tempistiche di applicazione della prescrizione quinquennale, ma sulla sua stessa applicabilità alle gestioni pensionistiche pubbliche.
In particolare, tra i problemi più importanti veniva evidenziata l’individuazione dell’01/01/2018 quale termine da cui far decorrere la prescrizione  nonché l’interpretazione secondo la quale alla Cassa dei Trattamenti Pensionistici degli statali (CTPS) non si sarebbe potuto applicare l’art. 31 c. 2 della L. n. 610/1952 che prevede, invece, per le altre casse del pubblico impiego (CPDEL, CPS e CPUG), il calcolo del trattamento di quiescenza sull’intero periodo di servizio utile prestato, comprendendo anche gli eventuali servizi di obbligatoria iscrizione non assistiti dal versamento o dalla sistemazione dei contributi.
La nuova circolare INPS, nell’accogliere ora l’estensione anche alla CTPS dell’applicabilità dell’art. 31 c. 2 della L. n. 610/1952, con addebito al datore di lavoro delle somme relative ai periodi di intervenuta prescrizione, prevede un solo anno di posticipo del termine per l’avvio della procedura prescrizionale, fissato ora all’01/01/2019.
Alla luce di quanto sopra, pur non essendo le nuove indicazioni fornite dall’INPS pienamente risolutive dei vari problemi sollevati, esse evitano comunque nell’immediato che i lavoratori abbiano a subire danni economici e rendono possibile una più puntuale e precisa riflessione sull’intera materia.
Nell’inviarvi in allegato la circolare n. 164/2017, vi terremo informati sui futuri sviluppi.

 
150 - Resoconto dell’ incontro all’Aran per il rinnovo del CCNL delle amministrazioni centrali Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 24 Luglio 2017 22:10

Si è svolto il 19 luglio u.s. il primo incontro per il rinnovo del contratto delle amministrazioni centrali.

In premessa il Presidente dell'Aran ha illustrato le linee guida contenute nell'atto di indirizzo, per poi prevedere un metodo di lavoro organizzato su gruppi di lavoro tematici articolati su:

1)      istituti del rapporto di lavoro;
2)      flessibilità del rapporto di lavoro (utilizzo dei contratti a tempo determinato, somministrati, ecc.);
3)      norme disciplinari;
4)      ordinamento professionale.

Il Presidente ha anche avanzato una proposta di distribuzione degli 85 euro attraverso la definizione di una scala parametrale che attribuisca gli aumenti sulle fasce più basse. Ha inoltre ricordato che l'atto di indirizzo sottrae alla contrattazione le materie relative all'organizzazione del lavoro nell'ambito degli uffici, sulle quali viene invece prevista la possibilità di implementare nuove forme di partecipazione, principalmente attraverso l'esercizio della consultazione da articolare in relazione all'impatto dei diversi istituti sul rapporto di lavoro.

Nel nostro intervento, che è stato il primo di parte sindacale, abbiamo ricordato che l'atto di indirizzo rappresenta per noi la piattaforma della controparte e che la nostra impostazione resta radicata ai contenuti e allo spirito dell'intesa del 30 Novembre. Abbiamo poi distinto le questioni di metodo da quelle di merito, ponendo alcune questioni preliminari che attengono ai temi trasversali ai diversi contratti:

1)      definizione di un meccanismo di neutralizzazione degli effetti degli aumenti contrattuali ai fini della percezione del bonus degli 80 euro, ribadendo che questo debba essere finanziato con risorse aggiuntive;
2)      sviluppo del welfare contrattuale e suo finanziamento, anche in relazione alla possibilità di utilizzare il sistema di agevolazione fiscale oggi vigente nel settore privato chiedendo nella prossima legge di bilancio l'estensione anche ai lavoratori pubblici;
3)      definizione dei contenuti e delle modalità di esercizio della partecipazione, non solo con riferimento alle materie individuate dall'atto di indirizzo (organizzazione del lavoro, gestione del rapporto di lavoro, orario, turni e reperibilità) ma anche per quanto attiene alla possibilità di prevedere forme di partecipazione innovative dei lavoratori nei luoghi di lavoro; definizione dei sistemi di valutazione (performance, progressioni economiche e riqualificazioni). Abbiamo, infatti, chiarito che la partenza della negoziazione del nuovo contratto delle funzioni centrali non può prescindere da un quadro definitorio chiaro delle risorse disponibili e della loro destinazione.

Per quanto riguarda le questioni di metodo abbiamo rimarcato l'esigenza di definire, preliminarmente al confronto di merito sugli istituti contrattuali ed economici, le sezioni speciali ed il loro ruolo, chiarendo la necessità che esse siano costituite non per singoli istituti contrattuali ma coincidano almeno con i tre contratti confluenti. Questo è necessario per avviare il processo di armonizzazione dei tre contratti, recuperando nelle sezioni speciali gli istituti economici e quelli normativi che non trovano posto nella disciplina comune.

Per quanto riguarda il merito abbiamo ribadito la necessità che il nuovo contratto non si limiti a certificare l'aumento contrattuale degli 85 euro, che deve essere definito dalla contrattazione, ma colga l'occasione per rivedere il modello delle relazioni sindacali e l'articolazione dei livelli di contrattazione; il sistema di classificazione, i sistemi di valutazione e quello retributivo, alla luce dell'evoluzione dell'organizzazione del lavoro nella p.a., anche per valorizzare e restituire dignità al ruolo dei lavoratori e delle lavoratrici delle diverse aree che oggi svolgono mansioni e funzioni spesso non corrispondenti alla declaratorie e ai diversi profili professionali di inquadramento.

Il confronto negoziale per noi deve impostare un processo di riforma della regolazione del rapporto di lavoro nelle amministrazioni centrali, sia nella parte normativa che in quella economica che non si esaurisca nella tornata contrattuale 2016-2018, in modo che già con quella successiva si possano portare a compimento gli obiettivi previsti dall'intesa e pervenire ad un nuovo assetto, basato sulla completa riscrittura del sistema di classificazione del personale, del sistema retributivo, e delle modalità e regole di gestione del rapporto di lavoro.

Analoga posizione è stata tenuta anche dalla Fp Cgil e dalla Uil Pa, evidenziando in questo una linea comune che rafforza la posizione espressa.Alla fine dell'incontro il Presidente Gasparrini ha aggiornato la discussione e si è impegnato a riflettere sulle osservazioni delle OO.SS. e riarticolare la proposta di metodo e di lavoro, impegnandosi a riconvocare il tavolo prima della pausa estiva per la definizione del calendario e delle modalità di lavoro.

 

Il Resp.le Area Funzionale Ministeri     Il Resp.le Area Funzionale EpnE    Il Commissario CISLFP    

Angelo Marinelli                                      Marco Ravaioli                                 Maurizio Petriccioli

 
111 - Schema D.M. Direzione Generale Formazione - Il risultato della riunione del 24 maggio u.s. Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 30 Maggio 2017 14:57

Il 24 u.s. si è tenuto il previsto incontro in merito alla bozza di Decreto ministeriale concernente la organizzazione della Direzione Generale della Formazione del DAP, che espleta le sue competenze anche per il DGMC,delle sue articolazioni anche territoriali e le relative funzioni

Alla riunione erano presenti il Direttore Generale della Formazione, Dott. R. Turrini Vita, e il Direttore Generale del Personale DAP, Dott. P. Buffa. Nessuno era presente per il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità.

CGIL, CISL e UIL hanno subito evidenziato le profonde criticità della bozza proposta: una organizzazione, quella della Direzione Generale e della Scuola Superiore, farraginosa, appesantita da troppi rimandi a comitati ed a vari uffici (ma non alle organizzazioni sindacali) la cui apparente finalità spesso appare sovrapposta alle attività di altri settori, tanto da far dubitare dell’efficacia di questa costruzione, in tempi come questi, laddove le risorse sono davvero poche e quasi nulle per la formazione.

Soprattutto, CGIL, CISL e UIL hanno fatto rilevare come la formazione specifica dei Minori, perno fondativo della moderna Giustizia Minorile, di cui spesso hanno fruito la stessa Magistratura Minorile, sia quasi del tutto scomparsa all’interno della struttura delineata nella bozza di Decreto. Quasi una controprova del tentativo in corso mortificare e/o vanificare la lotta alla devianza ed al disagio minorile, avviato con il disegno di legge di soppressione degli uffici giudiziari minorili. Paradigmatica in tal senso è stata la soppressione degli istituti formativi minorili di Roma e di Messina che ben avrebbero potuto continuare ad erogare specifiche prestazioni formative anche nell’ambito della nuova direzione generale della formazione.

Sotto il profilo tecnico CGIL, CISL e UIL hanno rilevato l’incongruenza della supervisione dei Dirigenti dei PRAP nei confronti delle Scuole dirette da qualifiche funzionali (art. 14, co. 8), poiché foriera di confusione e di ulteriore appesantimento gestionale e hanno proposto, invece, l’adozione del modello minorile, che vede il Dirigente a capo di uno degli Uffici della Direzione Generale diventare “l’ordinatore primario” per le tre scuole di livello non dirigenziale ed alla direzione delle stesse porre funzionari del Comparto cui attribuire la qualifica di Funzionari Delegati.

In particolare, è stato evidenziato come l’impianto del Decreto collida con l’art. 9 del D.Lgs 444/92 che assegna ai PRAP l’importante compito di formazione a livello locale. Nella bozza di Decreto

nulla si dice in proposito, palesandosi una grave lacuna che vedrebbe inficiare il Decreto e confliggere i diversi livelli di formazione oggi esistenti. Peraltro, nel rivendicare la centralità della formazione locale erogata dai PRAP, CGIL, CISL E UIL hanno chiesto, mediante la previsione di un eventuale ulteriore e specifico articolo nel DM, che anche nei CGM e negli UIEPE fossero previsti settori dedicati alla formazione per raccordarsi con i PRAP nella applicazione del piano annuale della Formazione, soprattutto al fine di realizzare sul territorio la formazione integrata ed interprofessionale che permette di tarare l’attività formativa alle esigenze dei singoli territori realizzando anche un efficace contenimento dei costi di trasferta.

Il Direttore Generale della Formazione, Dott. Turrini Vita, ha sottolineato come la bozza contenesse ancora diversi refusi e formulazioni sorpassate, di cui si era già provveduto a richiederne la soppressione al competente Ufficio Legislativo. In proposito ha assicurato l’accoglimento delle proposte avanzate da CGIL, CISL e UIL, prevedendo l’eliminazione del comma 8° dell’art. 14 ed assicurando la modifica del Decreto nel senso di prevedere, al fine del raccordo con la formazione locale realizzata dai PRAP, la possibile presenza dei Direttori degli Uffici Personale e Formazione dei PRAP, degli UIEPE e dei CGM all’interno dei comitati per l’organizzazione del piano annuale della formazione.

 
101 - Corso di preparazione al Concorso per 800 assistenti giudiziari - Pubblicazione lezione relative alle prove scritte e orali. Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 20 Maggio 2017 14:50

In attesa della conclusione della fase preselettiva del concorso per 800 assistenti giudiziari, vi informo che sono disponibili sulla piattaforma http://cisl.clioedu.it le prime lezioni dei moduli Elementi di Diritto processuale Civile, a cura del Dott. Federico Spanicciati, e Servizi di Cancelleria, a cura dell'Avv. Tiziana Failla.

Le ulteriori lezioni a completamento dei moduli e i restanti moduli, a completamento dell’intero corso, saranno pubblicati entro breve termine.

 
72 - Corso per la preparazione al concorso per 800 Assistenti giudiziari Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 01 Aprile 2017 20:12

Volantino Corso Giustizia 31mar2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono on-line tutte le videolezioni utili per preparazione alla fase preselettiva del concorso per 800 assistenti giudiziari, composte da 17 MediaBook relativi al modulo di elementi di diritto amministrativo e 14 relativi al modulo di elementi di diritto pubblico. Per ciascun modulo è presente anche una esercitazione ad uso dei partecipanti per la verifica dell’apprendimento, con domande a risposta multipla e con indicazione della risposta esatta.

Nelle prossime settimane il corso si arricchirà degli ulteriori moduli utili per la preparazione alle successive fasi concorsuali (prove scritte e orali).

Ricordo che il corso è aperto a tutti gli interessati al costo di 250 €. Ovviamente i nostri iscritti e i loro familiari (appartenenti al nucleo familiare) beneficeranno di un prezzo scontato del 60% rispetto al prezzo di listino, pari a 100 €.

Le iscrizioni sono ancora aperte, non essendo previsto né un termine e né un numero massimo di partecipanti.

Ulteriori info sono disponibili sulla pagina web della CISL FP  https://www.fp.cisl.it/index.php/formazione/corso-ministero-giustizia e sulla pagina web della CISL FP dedicata alla preparazione dei concorsi http://concorsi-cislfp.clioedu.it/corsi.

Volantino corso

 
62 - Festa della donna 2017 Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 07 Marzo 2017 22:05

 
61 - Schede di lettura “testo unico sul pubblico impiego Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 07 Marzo 2017 21:34

 
58 - Testo unico sul Pubblico Impiego - Le proposte della CISL Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 03 Marzo 2017 17:18

Nei prossimi mesi continuerà il faccia a faccia tra Governo ed Aran sul merito dei contenuti del nuovo Testo Unico sul Pubblico Impiego.
Abbiamo avanzato al governo alcune proposte, tenendo conto degli aspetti critici da cui vogliamo ripartire per un confronto di merito.

Le nostre proposte sintetizzate in tre punti: Stabilizzazioni, Legge e contratto, Defiscalizzazione e welfare

 
52 - Valutazioni Cisl FP schemi d.lgs approvati dal Consiglio dei Ministri il 23.02.2017 Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 27 Febbraio 2017 20:24

Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio u.s. dei provvedimenti relativi allo schema di decreto legislativo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) e allo schema di decreto legislativo recante modifiche al Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, si pongono le basi per modificare il rapporto fra legge e contratto nella regolazione del rapporto di lavoro pubblico, obiettivo previsto  dall’intesa Governo-Sindacati  del 30 Novembre u.s., anche se rimane ancora non pienamente soddisfacente l’investimento di fiducia del Governo nella capacità regolativa della contrattazione collettiva.


Il Governo si è impegnato a riprendere il confronto con il sindacato, subito dopo l’incontro con le Regioni, per affrontare le questioni rimaste aperte.  Nelle prossime settimane intendiamo avviare anche iniziative di sensibilizzazione più specifiche presso le Commissioni parlamentari competenti, al fine di apportare alcuni miglioramenti al testo, evidenziati già nei giorni scorsi e che di seguito riportiamo.


In particolare resta per noi fondamentale l’esigenza di creare un quadro normativo idoneo e coerente con gli impegni assunti dal Governo nell’intesa del 30 Novembre, in modo da estendere anche al settore pubblico, pur con la gradualità necessaria, quelle forme di fiscalità di vantaggio sulla contrattazione integrativa e il welfare contrattuale, secondo l’esperienza dei settori privati.  Anche a tale scopo lavoreremo per fare in modo che le indicazioni per l’avvio dei tavoli contrattuali, contenute nell’atto di indirizzo del Ministro all’Aran, recepiscano le nostre richieste. Alcune delle questioni che devono ancora trovare piena soluzione e che sottoporremo al tavolo di confronto negoziale con il Governo e le forze parlamentari sono:


1.      Si incide sulla possibilità dei contratti collettivi nazionali di derogare alle disposizioni di legge relative al rapporto di lavoro, anche precedenti. Tuttavia, gli spazi di manovra rimangono limitati, perché la derogabilità opera nelle materie affidate alla contrattazione collettiva ai sensi dell’articolo 40, comma 1, e nel rispetto dei principi stabiliti dello stesso decreto (art. 2, comma 2, D. lgs 165/2001).

2.      L’assegnazione in via esclusiva agli organi preposti alla gestione della direzione dell’organizzazione del lavoro nell’ambito degli uffici, nonché le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, limita la possibilità della contrattazione collettiva di incidere sugli aspetti inerenti all’organizzazione del lavoro e alla disciplina del lavoro pubblico. La sola informazione ai sindacati non è sufficiente (art. 5, comma 2, D. lgs 165/2001).

3.      Viene introdotto il principio di rimodulabilità della dotazione organica (art. 6, commi 1 -4, D.lgs 165) a favore dei fabbisogni del personale ed in relazione alle assunzioni da effettuare, assicurando la preventiva informazione sindacale, ove prevista nei contratti collettivi nazionali, ma andrebbero previste forme di partecipazione sindacale nella programmazione dei processi formativi e di riqualificazione del personale.

4.      Viene attribuita alla contrattazione collettiva l’individuazione e la disciplina delle forme di partecipazione, ma l’esclusione di un ruolo dei contratti negli aspetti gestionali e organizzativi  (art. 9, D. lgs 165/2001) sembra non cogliere la portata innovativa dell’intesa del 30 Novembre, che richiama “l’esigenza di una coerente normativa contrattuale che guidi la gestione ottimale delle risorse, in particolare di quelle del personale, con il comune obiettivo di migliorare l’efficienza della prestazione lavorativa e quindi l’efficacia dell’azione amministrativa” (lettera d), punto 2 – parte normativa dell’intesa).

5.      E’ sicuramente positiva la previsione del percorso di stabilizzazione dei precari, nel triennio 2018 -2020, e sono stati chiariti i criteri  per l’individuazione della platea dei lavoratori beneficiari del processo di stabilizzazione (con contratto a tempo determinato o con contratto di lavoro flessibile) ma  la condizione richiesta che il lavoratore debba trovarsi in servizio presso l’amministrazione che procede all’assunzione o che bandisce il concorso, nella quale deve aver maturato negli ultimi 8 anni almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi, deve salvaguardare i lavoratori coinvolti in processi di mobilità che, per effetto di tale processo, rischiano di non poter maturare il requisito previsto  (Norma transitoria in materia di contratti a termine, D. lgs 165/2001).

6.      Si prevede che la contrattazione collettiva disciplini il rapporto di lavoro e le relazioni sindacali entro le modalità previste dal Testo Unico ma, nelle materie relative alla corresponsione del trattamento accessorio e della mobilità, la contrattazione collettiva viene consentita solo nei limiti previsti dalla legge, dunque lo spazio per incidere sull’organizzazione del lavoro rimane ancora limitato (art. 40, comma 1, D.lgs 165/2001).

7.      si riconosce l’attivazione di livelli autonomi di contrattazione integrativa, nel rispetto dei vincoli di bilancio risultanti dalla programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione ma si prevede che la contrattazione collettiva  integrativa destini, al trattamento economico accessorio collegato alla performance  (viene tolto il riferimento esclusivo alla performance individuale), una “quota prevalente del trattamento accessorio complessivo, comunque denominato”. E’ necessario che il riferimento alla “prevalenza” sia eliminato per evitare che il finanziamento della retribuzione accessoria collegata alla performance sia effettuato tramite indennità e voci del trattamento accessorio oggi non collegato al raggiungimento di obiettivi di efficienza e produttività (art. 40, comma 3 – bis, del D.lgs 165/2001).

8.      Andrebbe meglio definito il perimetro entro il quale, nell’ipotesi in cui non si raggiunga l’accordo per la stipulazione di un contratto collettivo integrativo, l’amministrazione possa provvedere, in via provvisoria, con atto unilaterale sulle materie oggetto del mancato accordo (art. 40, comma 3 – ter del D.lgs 165/2001).

9.      a previsione che i CCNL debbano introdurre apposite clausole che impediscano incrementi della consistenza complessiva delle risorse destinate ai trattamenti economici accessori, nei casi in cui i dati sulle assenze, a livello di amministrazione o di sede di contrattazione integrativa, evidenzino significativi scostamenti rispetto a dati medi annuali nazionali o di settore, risulta in contrasto con quanto previsto dalla lettera c), punto 2 (Parte normativa) dell’intesa del 30 Novembre u.s., che prevede, semmai, un impegno a definire misure contrattuali che incentivino più elevati tassi di presenza. Il criterio, anziché incentivante, rischia di essere esclusivamente antiselettivo, perché penalizza anche i comportamenti e gli uffici “più virtuosi” dal punto di vista delle presenze, visto che si riduce la consistenza complessiva delle risorse destinate ai trattamenti economici accessori. (Art. 40, comma 4-bis, D.lgs 165/2001).

 
36 - Testo Unico sul Pubblico Impiego - Le osservazioni della Cisl - Funzione Pubblica Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 18 Febbraio 2017 01:24
PA 2Il Testo Unico non recepisce ancora lo spirito e gli obiettivi dell’intesa Governo-Sindacati del 30 Novembre 2016 e alcuni aspetti, che per la Categoria sono essenziali, devono trovare ancora una piena soluzione.
Le risorse che si renderanno disponibili con il DPCM e quelle successivamente programmate nel Def non saranno comunque sufficienti a recuperare la perdita del potere di acquisto subita dai lavoratori del pubblico impiego dopo 8 anni di blocchi contrattuali.
Secondo una ricerca del Dipartimento Politiche fiscali della Cisl, condotta sulle dichiarazioni dei redditi dei lavoratori che si sono rivolti nel 2016 ai Caf della Cisl, nel periodo che va dal 2010 al 2015 i lavoratori pubblici hanno subito una contrazione del reddito reale di oltre 7 punti percentuali. Per questo motivo è fondamentale che il Testo unico valorizzi le prerogative della contrattazione collettiva in tutte quelle materie e quegli aspetti che possono concorrere a rafforzare i benefici, diretti o indiretti, connessi con la retribuzione. Considerando i principi di delega che non permettono di tradurre tutti i punti dell'intesa nel decreto legislativo attuativo, occorre comunque costruire nel Testo Unico un "ambiente normativo" idoneo al fine di sfruttare le future opportunità derivanti dall'estensione al settore pubblico delle agevolazioni fiscali per il salario di produttività – previste nel settore privato – e dall'introduzione delle forme di welfare integrativo.
Per realizzare questi obiettivi è necessario rafforzare le prerogative della contrattazione collettiva nella disciplina del rapporto di lavoro pubblico. Ciò è possibile attraverso strumenti e procedure che consentano al sindacato di concorrere alla condivisione degli obiettivi generali e specifici delle pubbliche amministrazioni, condizione necessaria per valorizzare lo sviluppo della retribuzione accessoria collegata all’innovazione e all’efficienza organizzativa e al miglioramento della qualità dei servizi a beneficio dei cittadini.
In particolare, nello schema di decreto legislativo che verrà emanato dal Consiglio dei Ministri Venerdì prossimo, non si ravvisano quegli elementi di svolta nel riequilibrio, a favore della contrattazione, del rapporto fra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro, per una ripartizione efficace ed equa delle materie di competenza fra legge e contratto.
Nel testo il riconoscimento del ruolo della contrattazione collettiva nella valorizzazione dei diversi apporti individuali all’organizzazione e nella misurazione della performance, è limitato dall’assenza di elementi di condivisione dei contenuti dell’organizzazione del lavoro. Si incide sulle modalità e sui criteri di valutazione relativi alle prestazioni del lavoro nelle amministrazioni, senza poter modificare l’ambito in cui esse si svolgono e senza poter incidere sugli elementi che concorrono a determinare la produttività collettiva.
In assenza di questi elementi non si realizza quella discontinuità con il passato promessa dall’intesa.
In particolare:
•     Viene prevista la derogabilità delle disposizioni di legge, regolamento o statuto, che disciplinano i rapporti di lavoro da parte dei contratti o degli accordi collettivi nazionali, nelle materie affidate alla contrattazione collettiva dal medesimo Testo Unico (art. 40, comma 1). Siamo riusciti ad ottenere un impegno del Governo ad accogliere il principio che i contratti possano derogare anche alle leggi precedenti, nelle materie indicate dal decreto. Tuttavia, gli spazi di manovra della derogabilità, da parte della contrattazione, risultano ancora limitati se non si chiariscono i contenuti e la portata dall’art. 40, comma 1 (art. 2, comma 2, D. lgs 165/2001).
•     Il fatto di assegnare agli organi preposti alla gestione, in via esclusiva, la direzione e l’organizzazione del lavoro nell’ambito degli uffici, nonché le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, limita la possibilità della contrattazione collettiva di incidere sugli aspetti inerenti all’organizzazione del lavoro e alla disciplina del lavoro pubblico. La sola informazione ai sindacati non è sufficiente (art. 5, comma 2, D. lgs 165/2001).
•     Vengono introdotti nuovi elementi di valutazione della performance ed è positivo il superamento delle c.d.: “Pagelline”, ma andrebbe recuperato un ruolo della contrattazione collettiva nella definizione degli obiettivi generali e specifici di ogni pubblica amministrazione (art. 5, D.lgs 150). E’ necessario prevedere il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, quale presupposto per l’accesso futuro ai benefici fiscali di cui attualmente possono godere solo i lavoratori del settore privato sui premi di produttività erogati per il tramite della contrattazione collettiva di secondo livello. A titolo di esempio, la disciplina fiscale vigente per i lavoratori privati, prevede che l’ammontare massimo del premio di produttività agevolato fiscalmente (con l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 10% dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali) passa da 3,000 a 4,000 euro in caso di coinvolgimento paritetico delle rappresentanze dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro. Tale indicazione si intenderebbe soddisfatta nel settore privato in presenza: a) della costituzione di gruppi di lavoro nei quali operano responsabili aziendali e lavoratori finalizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive o sistemi di produzione; b) di strutture permanenti di consultazione e monitoraggio degli obiettivi da perseguire e delle risorse necessarie; c) della predisposizione di rapporti periodici che illustrino le attività svolte e i risultati raggiunti.
•     La preventiva informazione sindacale, nell’adozione degli atti relativi all’organizzazione degli uffici e a quelli relativi all’adozione del piano triennale dei fabbisogni di personale (art. 6, commi 1 e 2, D. lgs 165) non rafforza le prerogative della contrattazione collettiva e non introduce alcun elemento di consultazione effettiva su tali processi.
•     Viene attribuita alla contrattazione collettiva l’individuazione e la disciplina delle forme di partecipazione, ma l’esclusione di un ruolo dei contratti negli aspetti gestionali e organizzativi è troppo limitante (art. 9, D. lgs 165)
•     si prevede che i contratti collettivi nazionali possano integrare le procedure e i criteri generali per la  mobilità (passaggio diretto di personale fra amministrazioni, volontario e non). Il riferimento all’integrazione appare poco chiaro e l’affidamento di materie alla contrattazione rischia di essere teorico, vista la corposità della disciplina legislativa (art. 30, comma 2,2, D. lgs 165/2001)
•     viene introdotto il principio di superamento della dotazione organica (art. 6, comma 3, D.lgs 165) a favore del fabbisogno programmato del personale ed in relazione alle assunzioni  da effettuare ma non vengono previste forme di partecipazione nella programmazione dei processi formativi e di riqualificazione del personale .
•     appare ancora  limitata la fonte contrattuale nella scelta delle forme flessibili di lavoro perché espressamente prevista solo per la somministrazione (art. 36)
•     è positiva la previsione del percorso di stabilizzazione dei precari, nel triennio 2018 -2020, anche se non è ancora chiaro il periodo di tempo nel quale debbano essere maturati gli anni di servizio (art. 36, comma 5 – quinquies, D. lgs 165/2001)
•     si prevede che la contrattazione collettiva disciplini il rapporto di lavoro e le relazioni entro le modalità previste dal  Testo Unico ma restano escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all'organizzazione degli uffici e quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dell'articolo 9, mentre nelle materie relative alla corresponsione del trattamento accessorio e della mobilità, la contrattazione collettiva viene consentita solo nei limiti previsti dalla legge. Lo spazio nella disciplina del rapporto di lavoro rimane dunque troppo limitato perché non incide sull’organizzazione del lavoro (art. 40, comma 1, D.lgs 165/2015).
•     si riconosce l’attivazione di livelli autonomi di contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto dei vincoli di bilancio risultanti dalla programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione, ma si prevede che la contrattazione collettiva integrativa destini, al trattamento economico accessorio collegato alla performance, una “quota prevalente del trattamento accessorio complessivo, comunque denominato”. Abbiamo chiesto che il riferimento alla “prevalenza” sia eliminato già nel testo adottato dal Consiglio dei Ministri, per evitare che il finanziamento della retribuzione accessoria collegata alla performance sia effettuato tramite indennità e voci del trattamento accessorio oggi non collegato al raggiungimento di obiettivi di efficienza e produttività (art. 40, comma 3 – bis, del D.lgs 165/2015)
•     La disciplina dell’atto unilaterale, ovvero la previsione che nell’ipotesi in cui non si raggiunga l’accordo per la stipulazione di un contratto collettivo integrativo, l’amministrazione possa provvedere, in via provvisoria sulle materie oggetto del mancato accordo, non tiene pienamente conto dell’intesa del 30 novembre (art. 40, comma 3 – ter del D.lgs 165/2015)
•     La previsione che i  contratti collettivi nazionali di lavoro debbano introdurre apposite clausole che impediscano incrementi della consistenza complessiva delle risorse destinate ai trattamenti economici accessori, nei casi in cui i dati sulle assenze evidenzino significativi scostamenti rispetto a dati medi annuali nazionali o di settore, risulta in contrasto con quanto previsto dalla lettera c), punto 2 (Parte normativa) dell’intesa del 30 Novembre u.s., che prevede, semmai, un impegno a definire misure contrattuali che incentivino più elevati tassi di presenza. Il criterio, anziché incentivante, rischia di essere esclusivamente antiselettivo, perché penalizza anche i comportamenti e gli uffici “più virtuosi” dal punto di vista delle presenze, visto che si riduce la consistenza complessiva delle risorse destinate ai trattamenti economici accessori.  (Art. 40, comma 4-bis).
 
34 - Concorso assistenti giudiziari - parte il corso di preparazione organizzato dalla CISL Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 17 Febbraio 2017 20:24

Volantino Corso Giustizia 24gen2017

CISL FP oltre all’offerta formativa universitaria e professionale, ha inaugurato lo scorso anno un nuovo filone dedicato alla preparazione dei concorsi pubblici che, dopo anni di blocco delle assunzioni, iniziano nuovamente ad essere banditi.
Un percorso intrapreso con il corso per la preparazione al concorso per 500 funzionari MIBACT, a cui ora si aggiunge anche il corso di preparazione al concorso per l’assunzione di 800 assistenti giudiziari.
CISL FP mette a disposizione dei candidati, e in particolare dei propri iscritti a cui è proposto con uno sconto del 60%, uno strumento realmente e concretamente utile al superamento delle prove che si caratterizza per:
•     Qualità, perché tenuto da docenti universitari, avvocati e profondi conoscitori del diritto;
•     Completezza, perché, con oltre 60 videolezioni on-demand (MediaBook) corredate del relativo materiale, accompagnerà i partecipanti lungo tutte le fasi del concorso, a partire dalla pre-selezione (elementi di diritto amministrativo ed elementi di diritto pubblico) sino ad arrivare alle prove scritte (elementi di diritto processuale Civile e elementi di diritto processuale penale) e orali (elementi di ordinamento giudiziario, elementi di servizi di cancelleria e nozioni sul rapporto di pubblico impiego alle dipendenze della pubblica amministrazione);
•     Flessibilità, perché fruibile 24 ore su 24, anche comodamente da casa, con l’ausilio di un semplice personal computer o di un ipad e di un collegamento internet.
Sulla pagina web del sito della CISL FP Nazionale, raggiungibile cliccando su   https://www.fp.cisl.it/index.php/formazione/corso-ministero-giustizia, sono pubblicate le istruzioni per iscriversi al corso e per perfezionare l’adesione attraverso il pagamento della quota (100 € per gli iscritti e loro familiari e 250 € per tutti gli altri) oltre alla demo della prima lezione di diritto pubblico, tenuta dal Prof. Carmine Russo.
Ulteriori informazioni sono disponibili sulla pagina web dedicata alla formazione CISL FP per la preparazione dei concorsi, raggiungibile all’indirizzo http://concorsi-cislfp.clioedu.it/corsi.
 
24 - Statali, la parola al contratto. Petriccioli: La trattativa sul T.U. deve ripartire dall'accordo del 30/11 Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 10 Febbraio 2017 03:27

 
13 - Corso di preparazione al concorso bandito dal Ministero della Giustizia per l’assunzione di 800 assistenti giudiziari Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Mercoledì 25 Gennaio 2017 22:27

Volantino Corso Giustizia 24gen2017

CISL FP, in partnership con l’editore digitale CLIOEdu, sta realizzando un corso per la preparazione al concorso per 800 assistenti giudiziari pubblicato sulla G. U. n. 92 del 22/11/2016 (in allegato) disponibile on-line entro il mese di febbraio e fruibile comodamente da casa.
Il corso si arricchirà gradualmente di video-lezioni (media-book) che consentiranno di affrontare sia la preselezione (elementi di diritto pubblico e elementi di diritto amministrativo), sia le due prove concorsuali scritte (elementi di diritto processuale civile e elementi di diritto processuale penale) e sia la prova orale (elementi di ordinamento giudiziario, elementi di servizi di cancelleria e nozioni sul rapporto di pubblico impiego alle dipendenze della pubblica amministrazione, che si aggiungeranno alle materie già oggetto delle prove scritte).

I costi per la partecipazione al corso sono i seguenti:
- € 250 quota base per i non iscritti
- € 100 per gli iscritti e gli appartenenti al loro nucleo familiare

Entro il mese di febbraio sarà pubblicato sulla pagina della Federazione Nazionale il sito web dal quale si potrà iniziare la navigazione e le istruzioni per iscriversi al corso.

 
1 - Assicurazione professionale - Campagna assicurativa 2017 Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 10 Gennaio 2017 15:47

 
194 - Referendum: Bernava (Cisl), anche se cambia governo valore intesa Pa resta Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 06 Dicembre 2016 21:13

PA 2
"Cambiano gli interlocutori ma non cambia il contesto né le motivazioni e il valore di quell'intesa, che non è stata improvvisata ma è il frutto di anni di lavoro che il sindacato ha fatto". Lo sostiene il segretario confederale della Cisl Maurizio Bernava all'indomani dell'esito del referendum costituzionale parlando con l'Adnkronos del nuovo accordo raggiunto tra governo e Cgil Cisl e Uil per il rinnovo dei contratti pubblici. "Noi saremo pressanti e insisteremo ad andare avanti con questo accordo qualunque governo e ministro ci sarà". "Ci auguriamo che non venga qualche governo che magari pensa di farsi prendere dalla foga di rigore, dai venti europei regressivi e antisociali, ci auguriamo che questo non avvenga ma insisteremo affinché ci sia coerenza con quell'accordo". L'accordo è frutto di "un lavoro di riflessione, di maturazione, anche di forte consapevolezza che bisognava rinnovare le regole del gioco, -spiega Bernava - quindi le relazioni sindacali per procedere a un cambiamento che tutto il Paese vuole e che vogliono gli stessi lavoratori pubblici. Per riformare infatti, "non basta la legge ma ci vuole anche il coinvolgimento di chi lavora, dei quadri e dei dirigenti che hanno responsabilità. L'impostazione nostra andava in questa direzione, quindi credo che qualunque governo, qualunque ministro, qualunque clima ci sarà non può che partire da qua".
L'accordo è molto innovativo perché ha la capacità di legare tutti i soggetti, quindi i sindacati, i datori di lavoro, il governo a una vera crescita di cambiamento. La contrattazione non è solo un fatto salariale lì abbiamo definito un tetto di riferimento perché bisogna rompere un clima di sopraffazione rigore della legge sui diritti del lavoro pubblico, ma si definisce un obiettivo molto legato alla riorganizzazione, all'efficienza, alla valutazione che non c’era nei vecchi contratti. Qualunque datore di lavoro o amministrazione non potrà fare a meno di questo".

Rassegna stampa

 
191 - Pa, firmato l’accordo Governo-sindacati sul lavoro pubblico Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 01 Dicembre 2016 12:44

Volantino accordo PA 30nov2016Pa, firmato l’accordo Governo-sindacati sul lavoro pubblico

Faverin: “Il cambio di passo che volevamo: nuove regole per nuovi contratti”

Roma, 30 novembre 2016 - “Nuove regole per nuovi contratti. E’ il cambio di passo che volevamo e che abbiamo ottenuto grazie alla mobilitazione coraggiosa e determinata di milioni di lavoratori pubblici. Abbiamo firmato un accordo sul pubblico impiego per una nuova stagione dei servizi pubblici, con i lavoratori per i cittadini. La maratona del lavoro pubblico continua”, così Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, dopo la firma dell’accordo sul lavoro pubblico sottoscritto oggi da Cgil Cisl e Uil con il Governo.

“L’accordo ci apre una strada nuova e impegnativa verso il riconoscimento professionale dei lavoratori pubblici. E verso un rinnovo di contratto con risorse per tutti, da aumentare nella contrattazione di posto di lavoro”, rimarca Faverin. “Ma non solo. Con la firma di oggi abbiamo cambiato le regole del gioco: da qui in avanti, come nel privato, saranno le parti a decidere le materie da regolare con la contrattazione. Vale a dire meno legge e più contratti per dare più valore alle competenze dei lavoratori anche nell’innovazione organizzativa che serve ai nostri enti”.

“I lavoratori pubblici conteranno di più e saranno il motore della Pa 4.0”, prosegue il segretario della Funzione pubblica Cisl, “Si darà un impulso vero alla partecipazione e al coinvolgimento cognitivo e motivazionale nei posti di lavoro. Cioè alla leva che spinge il cambiamento nel modo di lavorare e di organizzare i servizi a cittadini e imprese. Noi lo sosteniamo da tempo, ora anche il governo ha preso un impegno preciso con tutti i lavoratori pubblici”.

“E poi l’accordo sancisce un’altra grande conquista”, sottolinea Faverin, “Non solo saranno superate fasce e pagelle e sarà data voce ai lavoratori nella riforma della Pa, ma si apre la strada a welfare aziendale, decontribuzione dei premi di produttività e incentivo alla previdenza complementare anche nel pubblico impiego”.

“Con questo accordo si rimettono al centro le persone”, conclude il segretario generale della Cisl Fp, “L’impegno del governo è chiaro: investire nelle professionalità e nelle competenze, con meno gerarchia, meno precariato, più formazione, più benessere organizzativo, più lavoro agile, più attenzione a chi può rendere davvero innovativi i servizi alle comunità”.

 
189 - P.A: Cisl a Madia, nessuna relazione fra sentenza e contratti Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 28 Novembre 2016 23:07

P.A: Cisl a Madia, nessuna relazione fra sentenza e contratti Bernava, è solo un problema di volontà politica   (ANSA)
"Non esistono vincoli di natura giuridica ma è solo un problema di volontà politica. Per la Cisl l'accordo che sblocca i rinnovi dei contratti di lavoro pubblici e che definisce relazioni sindacali moderne ed innovative si può e si deve fare". Lo ha dichiarato a Radio Popolare il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Bernava responsabile del Pubblico Impiego replicando alle dichiarazioni della Ministra della Funzione Pubblica Marianna Madia.   "Abbiamo letto con attenzione la sentenza della Consulta: è scritto in modo esplicito che il riferimento ai decreti legislativi che disciplinano i rapporti di lavoro riguarda il reclutamento del personale e i concorsi pubblici. Non gli aspetti legati ai contratti di lavoro, alle retribuzioni e alle relazioni sindacali. Sono questi i temi centrali dell'intesa che vogliamo fare con il Governo". Per questo motivo, sottolinea il sindacalista, non c'è alcun nesso con quanto il sindacato sta discutendo con la Ministra Madia. Quanto evidenziato dalla Consulta è un problema serio per il nostro paese in quanto rallenta processi che dovrebbero essere condivisi tra Stato e regioni sul piano degli obiettivi e degli indirizzi da seguire.
Se la Ministra Madia dopo la sentenza della Consulta si dice preoccupata sulla riforma della P.A. e per tale motivo pensa di bloccare l'accordo con il sindacato sulla contrattazione, noi diciamo con forza che, invece, deve fare l'esatto contrario: mercoledì firmi con il sindacato l'intesa perché così potremmo aiutare il paese ad essere più snello ed efficiente ancora prima dei risultati del referendum".

 
188 - Bernava (Cisl), pronti a firmare intesa importante per Paese Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 25 Novembre 2016 19:03

Bernava 24nov2016

Il segretario confederale della Cisl Maurizio Bernava giudica "molto positivo il lavoro fatto" nella bozza presentata oggi dal ministro per la Pa Marianna Madia ai sindacati per giungere a un accordo sul rinnovo dei contratti pubblici, bloccati da 7 anni. Un lavoro che soddisfa "quanto richiesto da tempo" afferma a margine dell'incontro che al momento è sospeso. "Siamo pronti a stilare un accordo importante per i lavoratori pubblici e per il Paese e speriamo di essere convocati tra qualche ora" sostiene. L'incontro è in stand-by spiega ancora Bernava perché il ministero ha chiesto una verifica con il governo per il calcolo delle risorse in termini di impatto sul bilancio e per verificare le richieste dei sindacati sul riequilibrio tra legge e contratto restituendo alcune materie nel perimetro della contrattazione.

 
184 - P.a: giovedì incontro Madia sindacati su contratto. Cgil, Cisl e Uil a p. Vidoni per discutere di pubblico impiego Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 22 Novembre 2016 21:35

p a P.a: giovedì incontro Madia sindacati su contratto. Cgil, Cisl e Uil a p. Vidoni per discutere di pubblico impiego

(ANSA) - ROMA, 22 NOV - Giovedì prossimo, 24 novembre, Cgil, Cisl e Uil incontreranno la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, a palazzo Vidoni in mattinata.

Secondo quanto si apprende, l'incontro è stato fissato in seguito alle richieste delle tre sigle, che a metà ottobre avevano anche inviato una lettera unitaria alla ministra, in cui si sottolineava la necessità di un confronto sui temi del rinnovo del contratto e delle regole da inserire nel Testo Unico sul lavoro pubblico.

L'intenzione dei sindacati è quella di tracciare il percorso per lo sblocco della contrattazione nel pubblico, dopo sette anni di stop. Per i sindacati quindi il confronto con la ministra deve essere l'occasione per costruire un accordo che sia la base su cui poi avviare i tavoli di contrattazione veri e propri. Le richieste di Cgil, Cisl e Uil sono riassumibili in tre grandi capitoli: più risorse per i rinnovi, revisione della legge Brunetta e stabilizzazione dei precari. Una parte di queste rivendicazioni si incrocia con la manovra, che già prevede un fondo per la P.a, ma senza precisare quale sia la fetta riservata ai contratti. Le modifiche normative, invece, impattano sul Testo Unico, che il Governo dovrebbe presentare entro febbraio. La ministra, giusto la scorsa settimana, ha parlato di riapertura per una stagione contrattuale "innovativa".

All'incontro di giovedì si arriva dopo mesi di lavoro: a luglio c'era stata una prima riunione al ministero, a cui hanno fatto seguito una serie di colloqui tecnici all'Aran, l'Agenzia che rappresenta il governo nelle negoziazioni. (ANSA).

 
180 - P.a. Bernava (Cisl): subito incontro e accordo politico su contratti nella Pubblica amministrazione Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 17 Novembre 2016 18:00

Bernava PA 17nov2016Roma, 17 novembre 2016.
"Vogliamo due cose e subito: la convocazione e la definizione di un accordo, un accordo politico, che sblocca e traccia il percorso per arrivare al rinnovo del contratti" nella P.a. Così il segretario confederale della Cisl, Maurizio Bernava, parla dei rinnovi per il pubblico impiego. In questi giorni, spiega, "i contatti con il governo, che ci sono da luglio, si stanno sempre più infittendo, la ministra conosce le nostre proposte e quindi ora serve un atto di volontà. Noi siamo pronti e da subito".

 
170 - Lavoro pubblico e terremoto, Cgil Cisl Uil: “Prima i cittadini” Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 03 Novembre 2016 21:50

COMUNICATO STAMPA FP-CGIL CISL-FP UIL-FPL UIL-PA

Lavoro pubblico e terremoto, Cgil Cisl Uil: “Prima i cittadini” - I sindacati sospendono la manifestazione di piazza del 12


Roma, 3 novembre 2016 – “Prima i cittadini. In queste ore drammatiche tutti gli sforzi devono essere diretti a uscire dall’emergenza. I lavoratori pubblici sono e saranno responsabilmente in prima linea a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto”. Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa sospendono la manifestazione di piazza per il rinnovo dei contratti, già programmata per il 12 novembre, confermando “l’urgenza di investire nel pubblico per rendere più forte la rete di protezione delle comunità locali”.

La maratona del lavoro pubblico continua dunque come “maratona di solidarietà per le persone, le famiglie e le imprese danneggiate dal sisma”, spiegano Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, segretari generali della categorie di Cgil Cisl e Uil. Ma chiariscono: “La priorità di rinnovare i contratti è resa ancora più evidente dall’emergenza. Apprezziamo lo sforzo del Governo e registriamo una prima risposta alle mobilitazioni sindacali, ma le risorse stanziate sono ancora insufficienti per un contratto che qualifichi la Pubblica amministrazione e valorizzi il lavoro delle persone. Servono investimenti coraggiosi per rilanciare la prossimità e la qualità dei servizi pubblici: con più sicurezza, più supporto, più assistenza, più presa in carico. Ecco perché ci aspettiamo a breve una convocazione dal Governo. La risposta del Paese passa dalle persone che lavorano con impegno e motivazione al servizio della collettività”.

La mobilitazione dei sindacati non si ferma: “Cgil Cisl e Uil rappresentano due lavoratori pubblici su tre, come confermato dai dati Aran sulle elezioni Rsu. E rappresentano l’aspettativa di cambiamento vero nella Pa: più voce ai cittadini nelle scelte che riguardano i servizi e più valore al lavoro pubblico nel costruire innovazione, produttività, sostenibilità, adeguatezza nel sistema di welfare”.

“Siamo con chi si rimbocca le maniche e mette a disposizione la propria professionalità”, proseguono Sorrentino, Faverin, Librandi e Turco, “con chi vuole fare ancora di più, con chi vuole portare nel lavoro pubblico della quotidianità ciò che si impara nell’emergenza: la collaborazione tra le persone, l’integrazione fra le capacità e le competenze, la concentrazione sui bisogni dei cittadini, la possibilità di dare il meglio di se stessi per sé e per gli altri. Questo è il servizio pubblico che vogliamo costruire con un nuovo contratto: quello che serve alle persone, che serve al Paese”.

“Per questa ragione le assemblee sulle ipotesi di piattaforme per i rinnovi contrattuali vanno avanti. Bisogna cambiare le norme della legge Brunetta, liberando la contrattazione, cancellando le norme punitive e dando più risorse alla contrattazione decentrata. Il ministro Madia aveva assicurato già in luglio una convocazione sull'atto di indirizzo per l'avvio della contrattazione e sul Testo unico di riforma del lavoro pubblico subito dopo la pubblicazione della legge di Bilancio. Ci aspettiamo pertanto nelle prossime ore l'apertura di un confronto nell'interesse comune di rinnovare i contratti di lavoro per tutti i dipendenti pubblici”, concludono.

 
157 - Pa, Faverin (Cisl-Fp): “Via la discriminazione sulla liquidazione dei lavoratori pubblici. Pubblico e privato stesse regole, stesse opportunità” Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Domenica 23 Ottobre 2016 20:26

Tfs Faverin 20ott2016Torino, 20 novembre 2016 - “Tutti i lavoratori hanno diritto alla liquidazione dal momento in cui cessano dal servizio. La norma sul Tfs dei lavoratori pubblici, che posticipa ingiustamente il pagamento della liquidazione, va cambiata.

Per pubblico e privato vogliamo stesse regole e stesse opportunità”. Così Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, dal palco del Congresso straordinario della Federazione piemontese, in corso oggi a Torino.

Il leader della funzione pubblica Cisl, rilanciando la mobilitazione per il contratto e l’innovazione nel lavoro pubblico, ha chiesto con forza al Governo - già con la legge di stabilità - la cancellazione di una “norma discriminatoria e sbagliata che pesa sui bilanci familiari di tanti neo-pensionati del pubblico impiego”.

Laddove un lavoratore del privato deve attendere un mese o poco più per incassare il suo trattamento di fine rapporto, un dipendente della pubblica amministrazione deve infatti attendere due anni anche per assegni inferiori a 50.000 euro lordi. Un tempo lunghissimo che arriva a ben 3 anni per l’eventuale quota di pensione compresa tra i 50.000 e 99.999 euro e fino a 4 anni per la quota che supera i 100.000 euro.

“Per cambiare il lavoro pubblico e i servizi a persone e imprese servono meno norme e più contratti. Sulle liquidazioni, così come sulla previdenza complementare e sulla detassazione dei premi di produttività per pubblico e privato devono valere le stesse condizioni e le stesse occasioni di crescita e di sviluppo professionale”.

 
151 - Manovra: Cgil Cisl Uil, risorse contratto insufficienti, mobilitazione dura Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 18 Ottobre 2016 08:30

COMUNICATO STAMPA FP-CGIL CISL-FP UIL-FPL UIL-PA

Manovra: Cgil Cisl Uil, risorse contratto insufficienti, mobilitazione dura

Il 12 novembre a Roma la maratona del lavoro pubblico

Roma, 15 ottobre 2016 – “Basta prendere in giro i lavoratori pubblici. Nella legge di stabilità le risorse per i rinnovi sono del tutto insufficienti. Daremo battaglia per un contratto vero e innovativo”. Questo il commento di Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa – dopo che il Consiglio dei Ministri ha reso note le poste della legge di stabilità per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

“Il Governo promette e non mantiene. Aveva parlato dei 300 milioni come di una ‘cifra simbolica’, ora siamo arrivati a una ‘del tutto insufficiente’. E nel frattempo nessun tavolo di confronto e nessun progetto per professionalità, produttività, innovazione dei servizi”, rincarano i segretari di categoria di Cgil Cisl Uil. “Il premier Renzi ha fatto un’altra scelta sbagliata e miope che smentisce tutte le buone intenzioni e le false promesse di questi mesi. Il contratto è un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici che aspettano da 7 anni. Ed è anche l’unico strumento per dare alle persone servizi di qualità, più avanzati, più vicini ai bisogni. Questo chiedono i lavoratori pubblici per il proprio lavoro e per le comunità, ma evidentemente al governo non interessa”.

“La nostra è una battaglia di dignità” proseguono i segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa che lanciano l’iniziativa unitaria. “Ci mobiliteremo, senza escludere alcuna forma di lotta, fino al rinnovo dei contratti. E coinvolgeremo anche cittadini e imprese per cambiare insieme la Pa. Da subito - proseguono - attraverso un fitto calendario di assemblee nei luoghi di lavoro, iniziative e incontri, discuteremo con le lavoratrici e i lavoratori pubblici la nostra proposta di un 'contratto per i cittadini'. E il 12 novembre saremo a Roma con la maratona del lavoro pubblico per le vie della città. Ma andremo avanti, pronti a ogni forma di mobilitazione, fino alla firma di un contratto che investa nelle persone e nella partecipazione dei cittadini al cambiamento dei servizi pubblici per il Paese”, concludono  Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa.

 
145 - Contratti, la maratona del lavoro pubblico: al via assemblee, traguardo il 12 novembre a Roma. Il volantino Cgil Cisl Uil Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 11 Ottobre 2016 19:56

Prosegue la campagna per un contratto innovativo nel pubblico impiego, con il via alle assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Parte dunque la maratona per il contratto: obiettivo il rinnovo. Il traguardo finale sarà a Roma il 12 novembre.

Nel nuovo volantino Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa chiedono:
- giusto salario:  dopo 7 anni di blocco le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a un contratto vero e dignitoso;
- più forza alla contrattazione: basta atti unilaterali, serve dare più voce alle lavoratrici e ai lavoratori rispetto alle scelte che riguardano l'organizzazione del lavoro;
- più valore al lavoro pubblico: in questi anni il lavoro pubblico è cambiato: servono investimenti in formazione e nella valorizzazione delle professionalità̀;
- più partecipazione: rilanciare il ruolo delle Rsu e determinare il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori sugli accordi aziendali;
- valutazione e premialità: valorizzare carriere e professionalità̀ perché́ la valutazione deve includere e non escludere lavoratrici e lavoratori.
Volantino in PDF
 
144 - 900 milioni in tre anni? Risorse insufficienti. Faverin su L'Unità: "Governo passato da cappuccino e cornetto a tre pizze" Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 11 Ottobre 2016 19:17

unità Faverin 09ott2016"Il governo è passato da un cappuccino e cornetto a tre pizze". Così Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl-Fp, su L'Unità in merito alle indiscrezioni di stampa che parlerebbero di una posta in manovra per i contratti pubblici di 900 milioni nel triennio. "Apprezziamo l'impegno, ma le risorse sono ancora insufficienti - dichiara Faverin - E se ci siederemo a un tavolo, spiegheremo il perchè al governo. Questa pubblica amministrazione ha bisogno di una forte riorganizzazione, basata sulla produttività e sul merito. Questo passaggio non si fa senza i lavoratori pubblici. Senza di loro non si arriverà ad ammodernare la macchina e a farla lavorare per lo sviluppo del Paese".

Leggi l'articolo completo

 
139 - Pa, Cgil Cisl Uil: “Cambiamo le relazioni sindacali, cambiamo il contratto”. Sindacati lanciano la maratona del lavoro pubblico per contratti e innovazione dei servizi Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 27 Settembre 2016 20:30

Maratona social 27set2016“Cambiamo le relazioni sindacali nel pubblico impiego e cambiamo i contratti” è la proposta lanciata al governo da Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco - segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa – all’attivo unitario riunito a Roma con le segreterie regionali delle quattro federazioni di categoria.
“Vogliamo per pubblico e privato stesse regole sulla democrazia e stesse opportunità per la contrattazione. Che vuol dire stesse responsabilità, ma anche stesse possibilità di sviluppo professionale e valorizzazione delle competenze. E stesso ruolo nel definire le regole del gioco. Per questo porteremo al governo la nostra proposta: un contratto innovativo che valorizzi il lavoro, riassegnando alla contrattazione la funzione di regolare condizioni e organizzazione del lavoro”.
Poi c’è il nodo determinante delle risorse: “Il Governo trovi, già nel consiglio dei ministri di stasera, risorse adeguate per rinnovare il contratto a milioni di lavoratori pubblici che aspettano da 7 anni. Il contratto è un diritto, ma è anche lo strumento per garantire migliori servizi ai cittadini: con più produttività, più motivazione, più partecipazione”.
Da oggi parte dunque la mobilitazione delle categorie di Cgil Cisl e Uil con una “maratona del lavoro pubblico”, un percorso di assemblee in tutti i posti di lavoro che attraverserà il paese, intramezzato da una maratona vera e propria a Roma, per sensibilizzare lavoratori e cittadini, arrivando ai palazzi della politica, sulla necessità di nuovi contratti e investimenti veri nell’innovazione per “servizi di qualità,c più avanzati, più vicini alle persone”.

 
138 - Comunicato Stampa unitario: un contratto innovativo per la Pa dei cittadini‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 27 Settembre 2016 12:40
Comunicato Stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa

 

Pa, Cgil Cisl Uil: un contratto innovativo per la Pa dei cittadini
E si prepara la maratona del lavoro pubblico, obiettivo: rinnovare i contratti per costruire servizi veloci, semplici, vicini alle persone

 

Roma, 26 settembre 2016 – “Un contratto vero e innovativo”, questo l’obiettivo che sarà annunciato da Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco - segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa – all’attivo unitario che riunirà domani a Roma le segreterie regionali delle quattro federazioni di categoria. Iniziativa che lancerà lo sprint per il varo delle piattaforme e l’apertura delle trattative sul rinnovo dei contratti pubblici. E metterà in chiaro la proposta dei sindacati confederali: “Il contratto è un diritto dei lavoratori che vogliono essere riconosciuti e valorizzati. Ma è soprattutto lo strumento per costruire la Pa che serve oggi al Paese. Per far partire una grande stagione di rinnovamento e riprogettazione dei servizi”.
“La Pa che vogliamo? E’ fatta di servizi innovativi, vicini alle persone e centrati sui bisogni, con i migliori standard di produzione, snella nelle procedure e semplificata nell’accesso, trasparente e aperta a cittadini e imprese, integrata nelle funzioni e nelle professionalità, con meno gerarchia e più competenze”, hanno spiegato i segretari di categoria, che hanno tracciato le linee guida delle piattaforme per i nuovi comparti di contrattazione (funzioni centrali, funzioni locali e sanità).
Flessibilità, innovazione organizzativa, valorizzazione professionale, formazione, motivazione, coinvolgimento cognitivo dei lavoratori. Su questi temi, insieme ai salari, dovrà giocarsi la partita dei rinnovi contrattuali: “Sette anni di blocco hanno congelato stipendi già bassi e servizi obsoleti. Ora chiediamo al governo uno slancio vero: dobbiamo portare i servizi pubblici al livello delle eccellenze produttive del miglior privato. E questo si fa solo insieme ai lavoratori e ai cittadini”.
“Nei servizi avanzati, qualità e produttività dipendono in primo luogo dal coinvolgimento attivo delle intelligenze, delle professionalità e delle esperienze. Per questo non vogliamo un semplice rinnovo, ma contratti che liberino il potenziale delle persone, le capacità inespresse, il desiderio dei lavoratori di dare prova di sé nel migliorare i processi e risolvere i problemi organizzativi, che facciano leva sullo spirito di servizio e sull’appartenenza alle comunità professionali. E che tengano insieme autonomia e responsabilizzazione rispetto alla soddisfazione delle comunità e delle aziende”.
Come fare? I segretari di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa sono pronti a scommettere su strumenti nuovi, sperimentati in questi anni nei contesti più innovativi: dal lean government alla partecipazione diretta dei lavoratori. “Dobbiamo ridisegnare enti e servizi sui principi della ‘produzione snella’, vale a dire semplificazione, eliminazione degli sprechi, riorganizzazione dei servizi. E poi sulle pratiche di miglioramento organizzativo dal basso, sul lavoro in team e sui gruppi di progetto, sulle sessioni informative e di proposta, sulla velocità e la condivisione delle web communities e dei social media, sulla partecipazione degli utenti alla progettazione dei servizi, sulla cooperazione professionale e la flessibilità operativa. Il motore della Pa, così come delle imprese che trainano la crescita, devono essere le persone”.
“Questa è la proposta che porteremo al governo. E lo faremo dopo aver coinvolto lavoratori e cittadini con un grande programma di iniziative: siamo pronti alla maratona del lavoro pubblico per cambiare la Pa e per migliorare i servizi ai cittadini attraverso le lavoratrici e i lavoratori. Questo il nostro obiettivo: un contratto per i cittadini. Ora sia la politica a mostrarsi all'altezza di questa sfida”.

 

 
132 - Pa: Cgil Cisl Uil, contratto ponte? Nessuna scorciatoia‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 17 Settembre 2016 02:03

Comunicato Stampa Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa

Pa: Cgil Cisl Uil, contratto ponte? Nessuna scorciatoia, vogliamo un rinnovo vero per i lavoratori e per l'innovazione nei servizi ai cittadini

 

Roma, 16 settembre - “Un 'contratto ponte', in attesa del nuovo Testo unico sul lavoro pubblico? Nessuna scorciatoia. Vogliamo un rinnovo di contratto vero per i lavoratori e per l'innovazione nei servizi pubblici. Su questo aspettiamo la convocazione della ministra Madia”. Ad affermarlo sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco, in merito ad alcune indiscrezioni di stampa, aggiungendo che: “Dopo sette anni non è pensabile alcun ponte tibetano, bisogna trovare le risorse per valorizzare i lavoratori e rimettere in moto la macchina pubblica. I dipendenti pubblici vogliono lavorare meglio per dare di più ai cittadini”.
Per le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil “va riconosciuto un giusto salario e ricontrattualizzato il rapporto di lavoro. Vogliamo un contratto innovativo per la valorizzazione professionale dei lavoratori, per ridisegnare i servizi, dare qualità, trasparenza, efficienza alla Pubblica Amministrazione. Servono investimenti in competenze e innovazione organizzativa: i servizi devono essere veloci, trasparenti e aperti ai cittadini. Del resto - ricordano i dirigenti sindacali - il ministro Madia fino ad oggi ha parlato di riavvio della contrattazione e ci aspettiamo che smentisca le indiscrezioni che si rincorrono in questi giorni convocando finalmente il tavolo sui rinnovi contrattuali”.
“Come sempre - proseguono - noi siamo i primi a volerci misurare con la sfida della innovazione, dell'efficienza e della valutazione, ma al centro ci devono essere la valorizzazione del lavoro pubblico e buoni servizi per i cittadini. Il contratto è lo strumento di tutela e miglioramento delle condizioni di lavoro: per questo siamo mobilitati da mesi anche con gli scioperi regionali di aprile e maggio. Ci aspettiamo, con la legge di Stabilità e l'atto di indirizzo sulla contrattazione, che si inizi a discutere seriamente di rinnovo vero del contratto”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

 

 
131 - Diamoci una mano. Le professioni di aiuto e il dramma del terremoto del Centro Italia nel video della Cisl Fp Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 17 Settembre 2016 01:54

La grande scossa che ha colpito le comunità locali del Centro Italia, l’emergenza, la risposta delle persone che lavorano per le persone. Dalla voce diretta, spontanea, sempre emozionata di chi ha vissuto la tragedia e si è messo subito al lavoro, il racconto di una storia personale e collettiva. La forza e la speranza, lo spirito di dono, la vicinanza alle famiglie, la disponibilità nel momento del massimo bisogno. C’è tutto questo nelle immagini e nelle testimonianze dei lavoratori pubblici impegnati sul campo nei soccorsi alle comunità colpite dal sisma del 24 agosto. Ma c’è anche di più. C’è la motivazione a fare ancora meglio, a imparare anche dalla tragedia, a portare nel lavoro pubblico della quotidianità ciò che deve andare oltre l’emergenza: la collaborazione tra le persone, l’integrazione fra le capacità e le competenze, la concentrazione sui bisogni individuali e collettivi dei cittadini, la possibilità di dare il meglio di se stessi per sé e per gli altri. Ecco cos’è il valore pubblico. Ecco cos’è il servizio pubblico che vogliamo: quello che serve alle persone, che serve al Paese
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105 - Firmato il CCNQ per la creazione dei nuovi comparti ed aree di contrattazione‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 14 Luglio 2016 21:32

Fatti i comparti, facciamo i contratti. Il Governo trovi le risorse e ci convochi subito


Nuovi_comparti_contrattuali_13lug2016_FC.jpg“Abbiamo fatto i comparti, ora dobbiamo fare i contratti. Il governo trovi le risorse per i rinnovi e ci convochi subito”. Così la Cisl Fp dopo la firma definitiva del CCNQ che definisce i comparti di contrattazione e le relative aree per il triennio 2016-2018. “Si completa, con questa firma, la messa a punto del quadro di riferimento entro cui svolgere le trattative per i contratti del lavoro pubblico, fermi da ormai troppo tempo e al cui rinnovo chiediamo che si proceda immediatamente. Ora il Governo, non avendo più l’alibi delle nuove regole da definire, avvii le trattative e si impegni a rendere disponibili le risorse necessarie per rinnovi contrattuali che non possono certo rimanere costretti da quanto consentono gli stanziamenti irrisori previsti nella legge di stabilità. Solo dotandoli di adeguate risorse i contratti possono diventare anche strumento fondamentale di sostegno ai processi di innovazione in ogni settore delle pubbliche amministrazioni e del lavoro pubblico”.

Il CCNQ firmato all’ARAN prevede quattro comparti e quattro aree che aggregano rispettivamente i dipendenti e i dirigenti delle Funzioni Centrali, Funzioni Locali, Istruzione e ricerca, Sanità.

Nel comparto e nell’area dedicata alle Funzioni Centrali è prevista la confluenza, oltre che dei ministeriali e dei dipendenti degli EPNE, anche rispettivamente dei dipendenti e dei dirigenti delle Agenzie fiscali, per i quali il CCNQ ha previsto idonei strumenti per preservarne le specificità.

Nell’area delle Funzioni Locali confluiranno anche il personale dirigente tecnico, professionale e amministrativo delle amministrazioni del comparto Sanità, nonché i segretari comunali e provinciali i quali, in base alla legge di riforma della Pa, diventeranno dirigenti apicali degli enti locali. Con dichiarazione congiunta le parti hanno anche stabilito che le Unioni regionali delle camere di commercio, non ricomprese nell’ambito del comparto Funzioni Locali, possano comunque applicare il CCNL di questo comparto, ove nella loro autonomia lo ritengano opportuno.

L’area della Sanità è composta, invece, dai dirigenti medici, veterinari e sanitari delle amministrazioni del comparto Sanità, ad eccezione dei dirigenti PTA che, si aggregano all’area Funzioni Locali, ai quali si aggiungono, nel rispetto delle loro specificità, i dirigenti delle professioni sanitarie.

Nel comparto Istruzione confluiscono i lavoratori della scuola (personale docente, educativo, ATA e dirigente), dell’Università e AFAM (comprese Aziende Ospedaliero-Universitarie) e della Ricerca (CNR e altri istituti di ricerca, oltre all’Agenzia Spaziale Italiana).

L’articolazione dei nuovi CCNL prevede una parte comune, riferita agli istituti applicabili ai lavoratori di tutte le amministrazioni aderenti al comparto o all’area. Tuttavia, poiché con la riduzione a 4 comparti e 4 aree non dovranno disperdersi le professionalità e le specificità del personale, l’accordo individua una modalità che consente di tenerne debitamente conto. Per disciplinare quei rapporti di lavoro o quelle specifiche professionalità che non siano pienamente o immediatamente uniformabili e che necessitano di una distinta, peculiare regolamentazione, è stata quindi prevista la creazione, in sede di contrattazione nazionale, di eventuali parti speciali o sezioni. Un percorso dunque che valorizza non solo la contrattazione nazionale, ma anche la contrattazione integrativa che dovrà riconoscere e valorizzare tali specificità. La Cisl FP giudica positivo e importante l’accordo raggiunto all’ARAN e, intende rilanciare con forza l’iniziativa per ottenere dal Governo l’immediato avvio delle trattative per i rinnovi contrattuali.

 
82 - Pa: Cgil Cisl Uil, grande successo mobilitazione per rinnovo contratti Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 30 Maggio 2016 10:41

 

Comunicato Stampa Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa

Pa: Cgil Cisl Uil, grande successo mobilitazione per rinnovo contratti
Piazze piene e adesioni alte a sciopero, “ora vogliamo il contratto per tutti”

Roma, 27 maggio 2016 - Piazze piene in tutta Italia di lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici, scioperi nei luoghi di lavoro con adesioni altissime. Con questo bilancio si chiude la mobilitazione territoriale promossa da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa: un impegno lungo circa due mesi per rivendicare il diritto ad un rinnovo dei contratti che tarda ormai da quasi sette anni. Una mobilitazione che ha attraversato l'intero paese, con scioperi e manifestazioni a carattere regionale, accompagnata da centinaia di assemblee, dal coinvolgimento della cittadinanza e dal confronto con le istituzioni locali. Un fitto calendario a sostegno di un diritto, sancito dalla corte costituzionale a luglio dello scorso anno, e da una proposta innovativa per rilanciare i servizi pubblici come volando per la crescita del paese.

"Siamo partiti dal basso - affermano i segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil- Pa, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco -, dai territori e dai luoghi di lavoro, con il sostegno delle lavoratici e dei lavoratori che ogni giorno, tra mille fatiche, garantiscono i servizi pubblici, siano essi del mondo pubblico che di quello privato. Abbiamo portato la nostra proposta di cambiamento: nuovi modelli organizzativi, innovazione dei processi, produttività vera, investimento nelle competenze, motivazione e partecipazione. Punti sui quali - aggiungono - abbiamo incrociato il sostegno dei cittadini e delle imprese: serve una pubblica amministrazione capace di offrire servizi più veloci e di qualità. E il solo strumento per farlo è il contratto".

Per queste ragioni, proseguono, "forti di questo sostegno, forti delle nostre ragioni, la mobilitazione non si ferma. Andremo avanti da subito. E alla ministra Marianna Madia vogliamo ricordare che è tempo di avviare il confronto sui rinnovi. Siamo disponibili ma con un punto fermo: il rinnovo dei contratti deve riguardare tutti i lavoratori. Sette anni di attesa, i sette anni della crisi, hanno inciso trasversalmente sull'intero mondo del lavoro pubblico, senza distinzioni. La crisi ha colpito tutti e tutti meritano una risposta, il riconoscimento di un diritto: il rinnovo del contratto, subito e per tutti", concludono Dettori, Faverin, Torluccio e Turco.

 
81 - Contratti Pa, altre azioni legali? Meglio aprire il tavolo con il Governo‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Sabato 21 Maggio 2016 12:48

 
78 - Cgil Cisl Uil a Madia: “Il contratto è diritto per tutti i lavoratori"‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 16 Maggio 2016 21:32

Comunicato Stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Pa


Pa, Cgil Cisl Uil a Madia: “Il contratto è diritto per tutti i lavoratori, non solo per una parte”

Roma, 16 maggio 2016. “Il contratto è un diritto per tutti i lavoratori. E il rinnovo deve restituire dignità e riconoscimento professionale e retributivo a tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici. Senza eccezioni”, è netta la posizione di Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa – rispetto alle indiscrezioni di stampa sulla direttiva all’Aran che il ministro della Pa Marianna Madia starebbe preparando. “Siamo i primi a voler sostenere i redditi più bassi anche nel pubblico impiego. Ma questo va fatto attraverso la leva fiscale, abbassando le tasse, aumentando i servizi alla persona, gli aiuti alle famiglie monoreddito. Non riversando misure minime di civiltà sui costi contrattuali”.

“Noi chiediamo contratti innovativi che puntino a garantire diritti ai lavoratori e ai cittadini, sulle competenze e sul miglioramento dei servizi”, rimarcano le federazioni di categoria mobilitate massicciamente in questi mesi con un fitto programma di scioperi regionali. “E siamo pronti a proporre al governo un piano vero sulla produttività. Cittadini e imprese chiedono servizi più veloci e avanzati. I lavoratori pubblici vogliono lavorare meglio per contribuire allo sviluppo del paese. La produttività non cresce senza innovazione organizzativa, senza una moderna riorganizzazione dei servizi e dei processi produttivi, formazione, partecipazione dei lavoratori alla definizione degli obiettivi e alla misurazione e investimenti in digitalizzazione”.

“Le piazze piene di queste settimane per 'Contratto Subito' stanno lanciando una proposta chiara al governo e alla politica locale. Ma non accettiamo altre provocazioni elettorali. I lavoratori sono dalla parte di chi chiede una nuova macchina organizzativa per il welfare e i servizi pubblici. E il ministro Madia? Pensa a mettere a punto il motore o solo la divisa del pilota?”.

 
52 - Contratti Pa, al via mobilitazioni nei territori Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 08 Aprile 2016 16:00
COMUNICATO STAMPA FP-CGIL CISL-FP UIL-FPL UIL-PA

Contratti Pa, al via mobilitazioni in tutti i territori: oggi sciopero in Lombardia
Cgil Cisl Uil: “Subito rinnovo con più competenze, innovazione e produttività. Servono servizi pubblici più avanzati per far correre il Paese”

Roma, 7 aprile 2016. “Competenze, innovazione, produttività” la mobilitazione dei lavoratori pubblici per un rinnovo di contratto che tarda ormai da quasi sette anni riparte dai territori e da una proposta innovativa per rilanciare i servizi pubblici come volano della crescita del Paese. Si inizia oggi con lo sciopero del pubblico impiego in Lombardia e si proseguirà, secondo un fitto calendario di iniziative che riguarderà tutte le regioni italiani, fino alla fine di maggio.
“Dopo la firma dell’intesa sui quattro comparti, il governo non ha più scuse per tenere illegittimamente bloccata la contrattazione. E deve trovare le risorse per i nuovi contratti”, è l’attacco di Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa -, che rincarano: “Anche governatori e amministratori locali devono fare la loro parte. Per riorganizzare e riqualificare i servizi pubblici locali bisogna uscire dalla logica di tagli, blocchi e ridimensionamenti. Serve un percorso nuovo che coinvolga lavoratori e cittadini, che metta al centro le persone e non le leggi, che rilanci i servizi pubblici alle comunità locali. Un percorso di investimenti per liberare l’energia al servizio del paese. Iniziando dal rinnovo dei contratti”.
“La nostra non è solo un’altra mobilitazione per il pubblico impiego”, spiegano i quattro segretari. “La nostra è una proposta che parte dal basso, dove le amministrazioni pubbliche incontrano la realtà quotidiana delle comunità e si confrontano con l’evolvere dei bisogni delle persone. È da lì che si deve iniziare per disegnare nuovi modelli organizzativi, valorizzare le competenze, valutare il lavoro degli enti in base a criteri e obiettivi condivisi, ridistribuire a lavoratori e cittadini i frutti dell’impegno costante a migliorare”.
“Attraverso una mobilitazione sul territorio, allargando gli spazi della partecipazione, vogliamo riconoscere un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori e garantire servizi migliori ai cittadini e alle imprese, contro la disorganizzazione scientifica e i vecchi schemi gerarchici. Meno tasse, più qualità di vita, di salute, più sicurezza e benessere sui posti di lavoro per la crescita delle persone e del paese”.
“Vogliamo una contrattazione più forte anche a livello decentrato, dove occorre confrontarsi sugli aspetti specifici dell’organizzazione del lavoro, per razionalizzare la macchina amministrativa, recuperare la spesa improduttiva e trovare risorse da investire in qualità dei servizi pubblici, che vuol dire sanità, previdenza, assistenza, prevenzione, sicurezza, servizi all’occupazione e allo sviluppo... Ecco perché incalzeremo governo e politica locale con un’azione capillare e un’idea chiara: contratto subito”.
 
49 - Nuovi comparti e aree di contrattazione, per la Cisl e le federazioni di categoria un risultato importante che apre ai rinnovi contrattuali. Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 07 Aprile 2016 09:03

Con la firma dell’ipotesi di CCNQ per la definizione dei comparti di contrattazione e delle relative aree per il triennio 2016-2018 sono state individuate le nuove regole per la creazione dei nuovi comparti ed aree di contrattazione nel pubblico impiego. Si completa, con questa intesa, la messa a punto del quadro di riferimento entro cui svolgere le trattative per i contratti del lavoro pubblico, fermi da ormai troppo tempo e al cui rinnovo chiediamo che si proceda immediatamente. Ora il Governo, non avendo più l’alibi delle nuove regole da definire, avvii le trattative e si impegni a rendere disponibili le risorse necessarie per rinnovi contrattuali che non possono certo rimanere costretti da quanto consentono gli stanziamenti irrisori previsti nella legge di stabilità. Solo dotandoli di adeguate risorse i contratti possono diventare anche strumento fondamentale di sostegno ai processi di innovazione in ogni settore delle pubbliche amministrazioni e del lavoro pubblico.

L’intesa sottoscritta all’ARAN prevede quattro comparti e quattro aree che aggregano rispettivamente i dipendenti e i dirigenti delle Funzioni Centrali, Funzioni Locali, Istruzione e ricerca, Sanità.

Nel comparto e nell’area dedicata alle Funzioni Centrali è prevista la confluenza, oltre che dei ministeriali e dei dipendenti degli EPNE, anche rispettivamente dei dipendenti e dei dirigenti delle agenzie fiscali.

Nell’area delle Funzioni Locali confluiranno anche il personale dirigente tecnico, professionale e amministrativo delle amministrazioni del comparto Sanità, nonché i segretari comunali e provinciali i quali, in base alla legge di riforma della P. A., diventeranno dirigenti apicali degli enti locali.

L’area della Sanità è composta, invece, dai dirigenti medici, veterinari e sanitari delle amministrazioni del comparto Sanità, ad eccezione dunque dei dirigenti PTA che, come detto, si aggregano all’area Funzioni Locali, ai quali si aggiungono, nel rispetto delle loro specificità, i dirigenti delle professioni sanitarie.

Nel comparto Istruzione confluiscono i lavoratori della scuola (personale docente, educativo, ATA), dell’Università e AFAM (comprese Aziende Ospedaliero-Universitarie) e della Ricerca (EPR-compreso il personale già destinatario del contratto ricerca). L’area dell’istruzione e della ricerca comprende i Dirigenti dell’Amministrazione del Comparto istruzione e ricerca.

L’articolazione dei nuovi CC.CC.NN.LL. prevede una parte comune, riferita agli istituti applicabili ai lavoratori di tutte le amministrazioni afferenti al comparto o all’area. l’Ipotesi di Accordo ha previsto idonei strumenti affinchè la riduzione a 4 comparti e 4 aree non comporti un disperdersi delle professionalità e delle specificità del personale. Per disciplinare quei rapporti di lavoro o quelle specifiche professionalità che non siano pienamente o immediatamente uniformabili e che necessitano di una distinta, peculiare regolamentazione, è stata quindi prevista la creazione, in sede di contrattazione nazionale, di eventuali parti speciali o sezioni. Un percorso dunque che valorizza non solo la contrattazione nazionale, ma anche la contrattazione integrativa che dovrà riconoscere e valorizzare tali specificità.

Le Federazioni che organizzano all’interno della CISL i lavoratori del settore pubblico giudicano positivo e importante l’accordo raggiunto all’ARAN e, insieme alla Confederazione, si apprestano a rilanciare con forza l’iniziativa per ottenere dal Governo l’immediato avvio delle trattative per i rinnovi contrattuali.

 

 

 

 
45 - Contratti e azioni legali - La posizione della CISL Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Mercoledì 30 Marzo 2016 19:23

Contratti Pa, altre azioni legali?
Meglio aprire il tavolo con il Governo

Perchè i ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu)?

La sentenza della Corte costituzionale (178/2015) che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici ha segnato un punto decisivo a favore dei nostri diritti e ha sollevato le giuste attese nostre e dei nostri colleghi. Attese e diritti che, a partire da quello al rinnovo dei Ccnl, vanno ora fatte valere al tavolo negoziale.
Nuovi ricorsi legali come quelli presentati da alcune organizzazioni – e in particolare quelli rivolti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) - rischiano infatti di sviare l’attenzione dalla vera priorità: aprire subito il confronto sui rinnovi con il Governo.
Vediamo perché.
La sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del blocco, ma solo a far data dalla pubblicazione della sentenza (luglio 2015): non obbliga a versare gli arretrati, ma solo a sbloccare gli scatti, ed impone alla parte pubblica di tornare al tavolo delle trattative con i sindacati.
Il Tribunale di Reggio Emilia, a febbraio 2016, ha dichiarato l’illegittimità dei mancati rinnovi dopo il 30 luglio 2015 (cioè per il periodo successivo alla sentenza della Consulta), ma ha escluso qualsiasi effetto risarcitorio (cioè il danno da “mancata negoziazione” che si vorrebbe riconosciuto dalla Cedu), condannando l’amministrazione inadempiente al solo pagamento delle spese legali.
Il ricorso alla Cedu può essere accolto solo dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interne (cioè in Italia) ed entro un periodo di sei mesi dalla decisione interna definitiva: ma al momento le azioni legali in Italia sono ferme al primo grado di giudizio e il governo potrà ben sollevare l’eccezione di mancato esaurimento dei ricorsi interni.
Anche nel caso in cui la Cedu dichiarasse ricevibile il ricorso e si pronunciasse in favore dei ricorrenti, l’obbligo di conformarsi alla sentenza così come la relativa scelta dei mezzi e delle modalità ricadrebbe sullo Stato italiano. Sarebbe quindi di nuovo il governo a dover provvedere e non la Corte ad accordare ai ricorrenti un risarcimento monetario.
In quel caso sarà il legislatore italiano a doversi fare parte attiva mediante un intervento di tipo normativo secondo i modi ed i tempi che riterrà opportuni; in caso di inerzia, per ottenere l’esecuzione della sentenza europea, dovranno essere attivate singole azioni giudiziarie dinanzi ai tribunali italiani.
E’ dunque evidente come la strada del ricorso alla Cedu appaia impervia, con tempi indefinibili e risultati incerti. La via maestra per risolvere compiutamente la questione pertanto rimane quella di riaprire la trattativa con il Governo italiano sul rinnovo dei contratti collettivi nazionali e MOBILITARCI PER AVERE RISPOSTE CERTE SULLE RISORSE NECESSARIE A RINNOVARE IL CONTRATTO.

 
36 - 8 Marzo: Femminile al Plurale Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Domenica 06 Marzo 2016 21:14

 
5 - FUA Ministeri, quando la mobilitazione paga Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 15 Gennaio 2016 01:15

COMUNICATO UNITARIO FP CIGIL – CISL FP – UILPA
FUA MINISTERI, QUANDO LA MOBILITAZIONE PAGA

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 303 del 31 dicembre 2015, dopo la registrazione alla Corte dei Conti, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 novembre 2015, con il quale una quota delle risorse del Fondo per le esigenze indifferibili di cui all’art. 1, comma 200, della legge n. 190/2014, pari ad euro 70.074.077, è stata destinata, per l’anno 2015, ad incremento della disponibilità dei Fondi unici di amministrazione per il personale delle aree dei Ministeri.

Si è concluso, quindi, l’iter formale del provvedimento con il quale si è provveduto alla iscrizione negli stati di previsione dei Ministeri delle somme che, in sede di legge di assestamento di bilancio 2015, erano state indebitamente sottratte dall’ammontare delle risorse destinate a retribuire la produttività dell’anno appena trascorso e che si riferiscono a diritti economici legittimamente maturati dai dipendenti.

Si tratta di un risultato importante, che ha consentito la restituzione del maltolto ai dipendenti dei Ministeri, già gravemente penalizzati dal protrarsi del blocco della contrattazione nazionale. Su questa partita sono stati fondamentali l’apporto e le importanti iniziative dei lavoratori, sostenute dalle categorie del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil, che hanno costretto il Governo a fare marcia indietro su una questione assolutamente priva di ogni logica, se non quella di provocare ulteriore pregiudizio non solo al salario degli operatori ma anche alla qualità dei servizi al cittadino.

Questo successo deve renderci ancora più consapevoli della nostra forza e della nostra determinazione. La mobilitazione dei lavoratori pubblici continua, con modalità ed iniziative che verranno coordinate nei prossimi giorni a livello nazionale/regionale, per rivendicare il diritto a un rinnovo del contratto che sia dignitoso e per chiedere di essere i protagonisti di una vera riforma della PA, che vada davvero incontro alle necessità dei cittadini.

 
2 - Pubblico Impiego: Cgil Cisl Uil, scioperi a scacchiera e iniziative regionali e territoriali per contratto e riorganizzazione Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 14 Gennaio 2016 15:14

Comunicato Stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa

Pubblico Impiego: Cgil Cisl Uil, scioperi a scacchiera e iniziative regionali e territoriali per contratto e riorganizzazione

Roma, 13 gennaio 2016 – “Scioperi a scacchiera e iniziative regionali e territoriali per il contratto e la riorganizzazione dei settori pubblici”, questa la decisione degli esecutivi unitari di oggi di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa che ha riunito le segreterie nazionali e i segretari regionali delle categorie.

Dopo la grande manifestazione di novembre e di fronte all’ennesimo passo falso del governo sulla legge di stabilità, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco - segretari generali delle federazioni del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil - rilanciano l’iniziativa: “Un contratto vero e investimenti nella formazione, nell'innovazione, nelle competenze per lo sviluppo del paese. Ma anche risoluzione delle vertenze territoriali, dove le ricadute di anni di cattiva gestione, continui tagli e soppressioni, immobilismo organizzativo hanno prodotto un drammatico abbassamento della qualità dei servizi alle comunità”.

“Sensibilizzeremo cittadini e imprese, e coinvolgeremo le istituzioni e gli amministratori locali attraverso un’agenda di mobilitazioni coordinate a livello nazionale, che riguarderà tutti i territori e le regioni. Quella per il contratto è una battaglia per riorganizzare sanità, legalità, sicurezza, welfare, servizi socio-assistenziali.. con meno costi e più qualità. Una battaglia che tiene insieme gli interessi di chi lavora al servizio delle comunità e di chi fruisce dei servizi”.

“Il Paese è bloccato. Servono strumenti e non proclami. Per questo porteremo domani agli esecutivi unitari delle confederazioni la proposta per un modello innovativo di relazioni sindacali anche per il pubblico impiego, che liberi la contrattazione e la renda volano dell’innovazione: professionalità, produttività, valutazione e investimenti nel capitale umano”.

“Non ci fermeremo finché lavoratori e cittadini non avranno le risposte che meritano. E metteremo in atto tutte le forme di pressione, con un fitto calendario di scioperi e mobilitazioni regionali e territoriali, per il rinnovo dei contratti e la dignità del lavoro pubblico”.

 
145 - Auguri Matteo per il lavoro pubblico #ContrattoSubito‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 17 Dicembre 2015 17:34


Caro/a collega,


La mobilitazione per i nostri contratti prosegue con sempre più determinazione. Dopo la grande manifestazione di piazza del 28 novembre scorso che ha visto il Governo a trincerarsi dietro un muro di imbarazzato silenzio, e dopo il sit-in di ieri che ha messo ancora una volta in chiaro le contraddizioni di una legge di stabilità che per noi lavoratori pubblici non è altro che una scatola vuota, dobbiamo far arrivare al Governo un nuovo, forte segnale di insoddisfazione e protesta. Utilizzando tutti i mezzi e gli strumenti a nostra disposizione.


Per questo ti invitiamo ad aderire alla campagna “Auguri Matteo, sotto l’albero pubblico non vogliamo regali, ma un giusto contratto”. In allegato troverai  la cartolina che abbiamo portato ieri in piazza Montecitorio. Ti chiediamo di rilanciarla attraverso il web o i social network e di inviarla personalmente al Presidente del consiglio dalla tua email personale o di lavoro, con queste semplici indicazioni:


-oggetto: Auguri Matteo per il lavoro pubblico #ContrattoSubito

-allegato: cartolina “Auguri Matteo”

-testo da copiare e incollare nella mail:


"Caro Matteo,

anche quest'anno, per il sesto consecutivo, passeremo il Natale senza contratto. Ma siamo abituati a fare del bene, del bene pubblico, e gli auguri te li facciamo lo stesso. Tu però devi imparare ad ascoltare, e a rispettare le regole come farebbe un bravo datore di lavoro. Noi al nostro Paese ci teniamo. Ecco perché non vogliamo mance, ma un contratto nuovo che ci faccia lavorare meglio e dare di più ai cittadini: più competenze, più innovazione, più servizi.

Auguri Matteo... stai sereno!"


-destinatario: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (e in copia Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Il tuo contributo alla campagna sarà determinante, come quello di tutti i colleghi che convincerai ad aderire. 
Nel sito web www.fp.cisl.it e nei profili Twitter e Facebook della Cisl Fp troverai video, gallery e materiali da rilanciare e condividere


Grazie ancora per il tuo impegno e il tuo supporto!

 

 
143 - Stabilità e Pubblico Impiego: Cgil Cisl Uil, oggi in piazza per il contratto, Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 15 Dicembre 2015 20:00

Comunicato Stampa Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa

Stabilità e Pubblico Impiego: Cgil Cisl Uil, oggi in piazza per il contratto, auguri speciali al Premier
In piazza Montecitorio sindacati portano mega cartolina: "Auguri Matteo, vogliamo il rinnovo", mobilitazione prosegue

Roma, 15 dicembre - "Auguri Matteo, anche se quest'anno, per il sesto consecutivo, lo passeremo senza contratto. Tu però devi rispettare le regole e le tante persone che lavorano ogni giorno per le comunità. Noi al nostro Paese ci teniamo: non vogliamo mance ma il #ContrattoSubito". È in sintesi il messaggio contenuto in una cartolina di auguri gigante, replicata poi in centinaia di piccole dimensioni, che oggi le lavoratrici e i lavoratori di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa hanno portato in piazza Montecitorio in occasione di un sit-in promosso, in contemporanea con la discussione alla Camera sulla legge di Stabilità, per rilanciare le ragioni della mobilitazione per il rinnovo di contratti, scaduti da oltre sei anni.


In tanti, provenienti da tutta Italia, hanno voluto testimoniare, a pochi passi dal Parlamento, "il diritto ad un rinnovo del contratto, che riconosca il prezioso lavoro dei dipendenti pubblici e che sia il veicolo per rendere più forti i servizi, valorizzando le professionalità. I soldi ci sono, come dimostrano le varie mance elettorali contenute nella legge di Stabilità. Ma serve coraggio. E un disegno che guardi alla crescita e all'interesse del paese, non al consenso personale del premier".


Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa ritengono infatti inaccettabili i 300 milioni proposti dal governo: "Servono più risorse, non solo per il contratto, ma anche per investimenti veri nella formazione, nell'innovazione organizzativa, nelle competenze. La sola via per riformare davvero e cambiare la Pa. Sarebbe il miglior augurio per i lavoratori pubblici e per il Paese".


La mobilitazione dei sindacati non si ferma ma, a partire dalle prossime ore, si trasferisce sul web e sui social, per poi riprendere nei territori e nei posti di lavoro. La cartolina, infatti, sarà inviata dalle lavoratrici e dai lavoratori pubblici direttamente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Una campagna 'natalizia' di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa per ribadire: "Auguri Matteo, sotto l'albero pubblico non vogliamo regali, ma un giusto contratto".

 
141 - Stabilità e pubblico impiego, il 15 dicembre sit-in di Cgil Cisl Uil‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 14 Dicembre 2015 10:06

COMUNICATO STAMPA FP-CGIL CISL-FP UIL-FPL UIL-PA

Stabilità e pubblico impiego, il 15 dicembre sit-in di Cgil Cisl Uil a Montecitorio

Sindacati a Renzi: “Sotto l’albero pubblico non vogliamo regali, ma un contratto giusto”


Roma, 11 dicembre 2015 - “Sotto l’albero di Natale del pubblico impiego non vogliamo regali, ma un contratto giusto per i lavoratori e per i cittadini”. Dopo i 30mila in piazza del 28 novembre scorso, le categorie del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil tornano a far sentire la protesta dei lavoratori dei servizi pubblici, senza contratto ormai da 6 anni, contro l’assordante silenzio del Governo. “Porteremo al premier Matteo Renzi e al ministro Marianna Madia gli auguri di milioni di lavoratori pubblici che anche quest’anno dovranno festeggiare con la scatola vuota della legge di Stabilità” attaccano i segretari generali Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp), Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) e Nicola Turco (Uil-Pa).

Martedì 15 dicembre Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa saranno dunque a Montecitorio, sotto la Camera dei Deputati dove si discuterà la fiducia sul provvedimento, per un sit-in di protesta dalle ore 10.30 alle 13.30. “Vogliamo il contratto e non andiamo in vacanza”, rimarcano i segretari, “Come non andranno in vacanza i lavoratori pubblici che assicureranno, anche durante queste festività, sicurezza, salute, legalità, sostegno ai più deboli, servizi alle comunità”.

“Ancora una volta, proprio nel momento in cui il Paese ha più bisogno di presenza e di attenzione ai bisogni di persone e imprese, il Governo si gira dall’altra parte. Noi non ci stiamo. Vogliamo un contratto per rendere più forti i servizi pubblici, valorizzando le professionalità dei lavoratori. E vogliamo investimenti veri nella formazione, nell’innovazione organizzativa, nelle competenze. Questo è il cambiamento che non solo i lavoratori, ma l’intera comunità si aspetta. E il miglior augurio che un Governo può mandare al Paese”.

 
131 - #Contrattosubito Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 24 Novembre 2015 21:22

 
122 - FUA Ministeri - Recuperate le risorse per la produttività Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 13 Novembre 2015 10:32

 

 

COMUNICATO STAMPA FP CGIL, CISL FP E UIL PA

Statali: Cgil Cisl Uil, la mobilitazione paga. Il governo fa marcia indietro sulla produttività: via libera a decreto salario accessorio

Roma, 12 novembre 2015 - “La mobilitazione paga. Grazie alle iniziative dei lavoratori pubblici insieme a Cgil Cisl e Uil, il Governo fa marcia indietro e restituisce ai dipendenti dei ministeri le risorse destinate alla produttività”. A farlo sapere sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa in merito al via libera al decreto sul salario accessorio.

“È di queste ore - aggiungono - il provvedimento con il quale il Governo restituisce ai lavoratori dei Ministeri quanto scippato con la legge di assestamento 2015 in merito alle risorse destinate al miglioramento e all'efficientamento dei servizi, alle aperture straordinarie e al prolungamento degli orari. Le iniziative di lotta messe in campo dalle categorie del pubblico di Cgil, Cisl e Uil, che hanno mobilitato i lavoratori con assemblee in tutti i ministeri, hanno ottenuto il risultato prefissato”.

Ma, precisano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, “non ci fermiamo: la mobilitazione dei lavoratori pubblici continua. Il 28 novembre saremo in piazza a Roma per rivendicare il diritto a un rinnovo del contratto che sia dignitoso e per chiedere di essere i protagonisti di una vera riforma della PA, che vada davvero incontro alle necessità dei cittadini”, concludono.

 
121 - 28 novembre manifestazione nazionale - “Un contratto vero per i lavoratori e per cambiare i servizi ai cittadini” Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 13 Novembre 2015 10:04

“Retribuzione, innovazione, professionalità, qualità e produttività per i cittadini” i lavoratori di tutti i servizi pubblici del paese saranno in piazza insieme alle federazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Gilda per chiedere al Governo, dopo sei anni di attesa e due rinnovi persi, un contratto vero per gli oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. Ma anche per dare voce al disagio dei 700 mila addetti di terzo settore e privato sociale.
Con lo slogan “Pubblico6Tu, ContrattoSubito”, oltre 20 sigle in rappresentanza di scuola, sanità, funzioni centrali, servizi pubblici locali, sicurezza e soccorso, università, ricerca, afam e privato sociale, manifesteranno sabato 28 novembre in piazza Madonna di Loreto a Roma. Migliaia di lavoratori da tutto il paese sfileranno da Piazza della Repubblica, dove alle ore 12 è previsto il concentramento, fino a Piazza Venezia nelle cui vicinanze sarà allestito il palco per i comizi.
“Manderemo un messaggio forte a questo Governo: se davvero vuol cambiare il paese non può lasciare i settori e servizi pubblici a un destino di abbandono. Scuola, salute, conoscenza, sicurezza, prevenzione, welfare, integrazione, sostegno alle persone e alle imprese: servono investimenti in ricerca, innovazione e competenze per rimettere in moto la più grande azienda del paese. Solo attraverso il contratto, e non con le imposizioni legislative, si produce il vero cambiamento: vogliamo risposte sulle risorse per i contratti e liberare dai vincoli la contrattazione decentrata, la sola via per migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità dei servizi pubblici, nell’interesse generale di lavoratori e cittadini”.

 
112 - No al taglio della produttività Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 03 Novembre 2015 22:17

 
109 - Parte la mobilitazione dei lavoratori pubblici: pronti ad arrivare allo sciopero generale Contratti, non spiccioli: 150 euro per rilanciare professionalità, qualità e innovazione Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 27 Ottobre 2015 18:09

Documento - Slide illustrative

Comunicato stampa
Parte la mobilitazione dei lavoratori pubblici: pronti ad arrivare allo sciopero generale

Contratti, non spiccioli: 150 euro per rilanciare professionalità, qualità e innovazione


27 ottobre 2015 - “Un contratto vero per i lavoratori e per cambiare i servizi ai cittadini”, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco, segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, lanciano la campagna per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. “Il Governo la smetta con le provocazioni e apra il tavolo. Fare un nuovo contratto vuol dire investire nelle professionalità, nell’innovazione organizzativa, nella qualità dei servizi. Per i lavoratori pubblici chiediamo un rinnovo dignitoso, che dopo 6 anni di paralisi totale, per noi significa 150 euro di aumento medio con produttività e riconoscimento professionale, altro che l’equivalente di una mancia come vorrebbe il Governo. Chiediamo contratti per rimettere in moto servizi alle famiglie e alle imprese, accrescendo la partecipazione, e rispettando il senso di quel richiamo della Corte Costituzionale che con questa legge di stabilità si vorrebbe di fatto ignorare: è con i contratti che si rilancia il cambiamento. E se per far arrivare il messaggio servirà andare allo sciopero generale, noi siamo pronti”.

“Sei anni di sottrazione di risorse spacciata per razionalizzazione della spesa e di mancati investimenti nella qualità del lavoro pubblico sono più che abbastanza. I servizi pubblici continuano a deteriorarsi quando invece dovrebbero dare una spinta decisiva alla ripresa economica e offrire risposte valide contro la marea montante del malcontento sociale. E il Governo che fa? Ancora una volta scarica costi e responsabilità sui lavoratori pubblici, mettendo sul piatto una proposta di contratto che non merita questo nome. Evidentemente considera la contrattazione come un’attività residuale nella quale non vale la pena investire. E che è meglio confinare su un terreno sempre più ristretto per gestire sempre più materie a colpi di leggi e decreti”.

“Noi diciamo invece che liberare la contrattazione è l’unico modo per produrre innovazione vera, partecipata dai lavoratori pubblici, e riportare la PA in linea con le esigenze reali del Paese. Per questo metteremo in campo anche lo sciopero, se dalla politica non verranno risposte" concludono i sindacati. "E prima faremo una mobilitazione forte e capillare sia a livello nazionale che territoriale, cercheremo il confronto con la società civile, punteremo a creare alleanze sociali partendo dai bisogni delle persone. Perché non si tratta solo di garantire ai lavoratori pubblici retribuzioni adeguate ed esigibilità dei diritti, ma di tenere insieme la valorizzazione delle professionalità e il diritto dei cittadini a un’amministrazione pubblica sostenibile negli assetti, trasparente nell'uso delle risorse, ed efficace nel dare risposte alle comunità”.

 
106 - Stabilità, Cgil Cisl Uil a Renzi: “Non accettiamo la provocazione. Mobilitazione durissima per un contratto dignitoso” Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 16 Ottobre 2015 16:23

COMUNICATO STAMPA FP-CGIL CISL-FP UIL-FPL UIL-PA

Stabilità, Cgil Cisl Uil a Renzi: “Non accettiamo la provocazione. Mobilitazione durissima per un contratto dignitoso”

Roma, 16 ottobre 2015

“Non accettiamo la provocazione di Matteo Renzi. I 300 milioni, che poi diventano 200 a fine serata, della “stabilità” elettorale del governo, non sono un contratto ma una mancia. I lavoratori pubblici vogliono un rinnovo dignitoso. La nostra mobilitazione sarà durissima”, così Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco - segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa – dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di stabilità.
“Una scelta politica precisa sta nascosta dietro la decisione di non finanziare il rinnovo del contratto di più di 3,2 milioni di lavoratori”, attaccano le quattro sigle confederali di categoria, “Aumentare il conflitto sociale e professionale, eliminare la motivazione, mortificare la competenza e la dedizione al servizio delle comunità. Siamo alla disgregazione non solo dello stato sociale, ma del Paese. E noi diciamo no”.
“Modernizzazione, produttività, merito? Ma dove? Con questa legge si blocca solo l'innovazione organizzativa, la qualità, la formazione, la sicurezza nel lavoro e nei servizi pubblici” rincarano Dettori, Faverin, Torluccio e Turco. “E si aumenta l'odio tra i cittadini che chiedono garanzie sui diritti e lavoratori abbandonati alla più bieca politica da consenso liquido. Il resto sono chiacchiere da talent show. Vogliamo un Paese finalmente avanzato? Salute, sicurezza, prevenzione, sostegno ai più deboli, crescita delle aziende… Questo non si fa né con il solito diluvio di norme, né tanto meno con provocazioni come quella di Renzi. Si fa con gli investimenti nell’innovazione e nella professionalità. Come in tutte le migliori imprese del mondo”.
“La nostra mobilitazione sarà durissima”, concludono i quattro sindacalisti, “Vogliamo un contratto dignitoso per i lavoratori pubblici e per il Paese”.

 
101 - Pa, continua la mobilitazione dei sindacati contro lo scippo del FUA Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 01 Ottobre 2015 09:17

 
96 - Contratti Pa: Camusso, Furlan, Barbagallo chiedono un incontro urgente a Renzi e Madia Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 28 Settembre 2015 16:52

174444464-a0baa1d3-4acb-4a69-bfc2-b808356ab0ba.jpgI Segretari Generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ed alla Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia in cui sollecitano un incontro urgente sul rinnovo dei contratti pubblici. "Dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 con la quale è stato dichiarato "incostituzionale" il "regime di sospensione della contrattazione collettiva" che dura dal 2011, e in vista della predisposizione della Legge di Stabilità 2016- si legge nella lettera- non è più differibile l'apertura formale di un confronto che preluda all'avvio della stagione contrattuale per il complesso dei lavoratori dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni. Il dispositivo della sentenza della Corte afferma con chiarezza che il protrarsi del blocco della contrattazione collettiva incide fortemente sulla qualità del lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni negando il diritto a definire con il contratto "i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti il rapporto di lavoro" nonché il trattamento economico gravemente colpito dalla crisi economica e dal mancato rinnovo dei contratti collettivi". "Non si può prescindere dalla contrattazione collettiva e da corrette relazioni sindacali per una positiva ed efficace riforma della Pubblica Amministrazione e per la partecipazione dei lavoratori coinvolti- hanno aggiunto Camusso, Furlan, Barbagallo. "Quindi il rinnovo dei contratti è necessario, non solo per adempiere ad un obbligo istituzionale, ripristinando una prassi di confronto democratico, ma per sanare una ferita grave protrattasi negli anni e che vede i lavoratori pubblici e le amministrazioni pubbliche gravemente indeboliti nei loro diritti e nel loro reddito e nella loro funzionalità ed efficacia nella gestione dei servizi pubblici alle persone e al Paese".

 
94 - Ministeri, domani mobilitazione per produttività dipendenti‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 24 Settembre 2015 15:46

COMUNICATO STAMPA FP‐CGIL CISL‐FP UIL‐PA

Pa, domani mobilitazione dei sindacati contro lo scippo dei soldi della produttività per i dipendenti ministeriali

Cgil Cisl Uil: “Volantinaggi e iniziative davanti a Ministeri e Prefetture, non consentiremo questo ulteriore danno a lavoratori e cittadini”

Roma, 24 settembre 2015. Riparte con più forza la mobilitazione di Fp‐Cgil, Cisl‐Fp e Uil‐Pa per evitare quello che si annuncia essere un vero e proprio scippo ai danni dei lavoratori e dei servizi ai cittadini: la “scomparsa” dei soldi che servono a incentivare e retribuire la produttività dei dipendenti ministeriali e con essa l’estensione dei servizi ai cittadini in termini di aperture, orario e qualità delle prestazioni.
Domani, le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil saranno davanti alle sedi di tutti i Ministeri e delle Prefetture capoluogo di Regione per volantinaggi e iniziative di protesta in risposta al disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato che ha cancellato le risorse contrattuali per i lavoratori dei ministeri riferite al fondo unico di amministrazione (Fua).
“Uno scippo che non ha precedenti nella storia della Repubblica” attaccano Fp‐Cgil Cisl‐Fp e Uil‐Pa. “Le risorse sono stanziate ogni anno per finanziare il prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e l’ampliamento dell’offerta di servizi. Ma anche l’allungamento dei turni di lavoro e i festivi. Senza di esse, denunciano le tre sigle, viene compromesso il funzionamento dei servizi e si impedisce ogni possibilità di miglioramento”.
“Dopo avere scritto a tutti i ministri e i capigruppo di Camera e Senato chiedendo un incontro immediato e il ripristino delle risorse, avviamo ora le azioni per sensibilizzare i cittadini sui danni che deriverebbero a servizi pubblici essenziali in settori cruciali, come sicurezza, giustizia, cultura, sviluppo economico… e in tutte quelle funzioni che costituiscono l’ossatura dello Stato al centro e sul territorio”.
“La mobilitazione di domani” annunciano Fp‐Cgil, Cisl‐Fp e Uil‐Pa, “sarà solo l’inizio, non ci fermeremo fino alla restituzione di ogni singolo euro spettante alla produttività dei lavoratori” concludono.

 
88 - TFS/TFR -Basta fare cassa con i diritti dei lavoratori pubblici Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 17 Settembre 2015 17:06

 

Scheda tecnica

 
86 - Pa, scippo dei soldi della produttività dei dipendenti ministeriali. Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 15 Settembre 2015 10:49

 

Comunicato

 
85 - Congedo parentale - le novità dopo il d.l.vo 80/2015 attuativo del jobs act Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 11 Settembre 2015 09:15

Pubblichiamo una breve scheda tecnica sulla disciplina del congedo parentale modificata dal c.d. Jobs Act. Le novità legislative riguarderanno anche le amministrazioni pubbliche trattandosi di materia applicabile a tutti i rapporti di lavoro e, quindi, anche ai rapporti di lavoro nel pubblico impiego.

 
76 - parte variabile FUA ministeri - Note unitarie cgil cisl e UIL Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 28 Luglio 2015 18:08

Pubblichiamo le note che CGIL CSIL UIL hanno inviato ai Ministri e ai Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato.

La nota inviata ai Ministri della Repubblica
La nota inviata ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari

 

 
74 - #ContrattoSubito, dalla Consulta una sentenza che valorizza il ruolo della contrattazione. Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 28 Luglio 2015 17:13

 

Con la sentenza 178/2015, di cu sono state rese note ieri le motivazioni, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il reiterato blocco dei contratti pubblici. Sui contenuti e sul significato della sentenza, che "travalica la sola dimensione retributiva della contrattazione", proponiamo una prima nota di commento redatta per noi da Carmine Russo, docente di Diritto del Lavoro all'Università La Sapienza di Roma.

Per comprendere fino in fondo il significato della sentenza della Corte Costituzionale 178/2015, che ha dichiarato l’illegittimità del blocco della contrattazione collettiva nel settore pubblico, bisogna partire dalla fine e cioè dal fatto che la Corte la definisca come sentenza di accoglimento per “illegittimità costituzionale sopravvenuta” e ne faccia decorrere gli effetti a partire dalla data di pubblicazione.
Nelle tipologie delle sentenze della Corte Costituzionale le sentenze “per illegittimità sopravvenuta” (in senso stretto) sono quelle con cui la norma sottoposta ad esame pur non presentando vizi di costituzionalità al momento della sua entrata in vigore, lo diviene in seguito ad eventi che possono metterne in discussione la legittimità. In altre parole la Corte Costituzionale non dichiara illegittimo il primo provvedimento che ha determinato il blocco (d.l. 78/2010), ma tutti quelli che intervenuti successivamente (d.l. 98/2011, l. 147/2013 e l. 190/2014) hanno reso quel blocco temporaneo strutturale, sovvertendo ogni carattere di temporaneità e eccezionalità. Ciò che quindi viene sanzionato non è il blocco della contrattazione in quanto tale, che può anche determinarsi se condizioni gravi di finanza pubblica lo ipotizzano come possibile, parziale e temporanea soluzione, ma il fatto che il suo protrarsi per un periodo prolungato, continuo e indeterminato gli facciano perdere quei caratteri di provvisorietà ed eccezionalità che sono i soli a consentire la sospensione di un diritto costituzionalmente riconosciuto.
Detto ciò, è importante evidenziare quale sia il parametro di illegittimità utilizzato dalla Corte, considerando che i giudici che hanno rimesso la questione alla Corte (Tribunale di Roma e Tribunale di Ravenna) avevano ipotizzato il contrasto con diversi articoli della Costituzione. Ma la Corte non ha ritenuto legittimo il riferimento:
- all’art. 2 e all’art. 3 (presunta disparità di trattamento tra comparti del pubblico impiego e tra questi e il settore privato) perché sia tra i settori che tra i comparti pubblici sussistono differenze di status che giustificano differenze di trattamento anche da parte del legislatore;
- all’art. 35 (tutela del lavoro) perché valgono le valutazioni svolte sui precedenti due articoli
- all’art. 36 (retribuzione proporzionata e sufficiente) perché singoli provvedimenti eccezionali possono giustificare la sospensione del parametro della retribuzione proporzionale.
Al contrario la Corte ha ritenuto che il prolungamento del blocco contrasti con l’art. 39 Cost. (libertà sindacale) per diverse ragioni:
- perché il principio di libertà sindacale non può essere scisso da quello di attività e se si blocca la contrattazione di fatto si impedisce l’espressione della libertà;
- perché i due principi sono tutelati sia da norme internazionali (Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro che l’Italia ha recepito) che comunitarie cui l’Italia aderisce (giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, Carta di Nizza, Carta sociale europea)
- perché nel sistema delle fonti del lavoro pubblico italiano, la contrattazione ha un ruolo fondamentale non solo per la contrattazione della retribuzione ma anche per quella del merito e delle altre condizioni di lavoro che finiscono per incidere anche su aspetti organizzativi dei servizi.
La Corte conclude affermando che “il carattere ormai sistematico di tale sospensione sconfina, dunque, in un bilanciamento irragionevole tra libertà sindacale (art. 39, primo comma, Cost.), indissolubilmente connessa con altri valori di rilievo costituzionale e già vincolata da limiti normativi e da controlli contabili penetranti (artt. 47 e 48 del d.lgs. n. 165 del 2001), ed esigenze di razionale distribuzione delle risorse e controllo della spesa, all’interno di una coerente programmazione finanziaria (art. 81, primo comma, Cost.). Il sacrificio del diritto fondamentale tutelato dall’art. 39 Cost., proprio per questo, non è più tollerabile”.
L’importanza di questa sentenza è quella di travalicare la sola dimensione retributiva della contrattazione per affermare la sua importanza anche sotto il profilo più generale degli effetti positivi che essa può avere sull’organizzazione e, seppure indirettamente, la Corte finisce per criticare provvedimenti legislativi che possano irrimediabilmente compromettere il ruolo di rappresentanza e tutela svolto dai sindacati a favore dei lavoratori.

 
70 - Pa, il Governo scippa i soldi della produttività Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 23 Luglio 2015 18:21

COMUNICATO STAMPA FP-CGIL CISL-FP UIL-PA

Pa, il Governo scippa i soldi della produttività dei dipendenti ministeriali Cgil Cisl Uil: “Inaudito. Il 29 luglio in piazza: ripristinare immediatamente le risorse o andremo avanti anche a Ferragosto”

Roma, 23 luglio 2015.

“Un vero e proprio scippo ai danni dei lavoratori e dei servizi ai cittadini. Nel disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato sono sparite le risorse contrattuali per i lavoratori dei ministeri che servono a retribuire la produttività. Risorse stanziate ogni anno, per finanziare il prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e l’ampliamento dell’offerta di servizi. Ma anche l’allungamento dei turni di lavoro e i festivi”. Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Pa – denunciano l’ennesimo gioco di prestigio dell’esecutivo. “Trucco che affosserebbe definitivamente la fiducia degli stessi lavoratori nello Stato, e soprattutto servizi strategici per il Paese: beni culturali, tribunali, prefetture, sicurezza del lavoro”.
“E’ la prima volta nella storia della Repubblica che il governo, non solo tiene ancora bloccati i contratti fermi da 6 anni, ma mette le mani nelle tasche dei lavoratori, scippando risorse contrattuali per 80 milioni di euro” rimarcano i segretari delle tre federazioni. “Chiediamo al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan l’immediata restituzione dei soldi dei lavoratori, ripristinando lo stanziamento nel ddl di assestamento per l’anno 2015 attualmente in discussione in Senato”.
“Altro che riforma epocale della pubblica amministrazione. Con questo sistema si bloccano i servizi. Scriveremo a tutti i ministri e i capigruppo di Camera e Senato chiedendo un incontro immediato per spiegare loro il danno che si farebbe ai cittadini tagliando le retribuzioni dei lavoratori pubblici”, annunciano Dettori, Faverin e Turco.
“Il 29 luglio porteremo in piazza anche queste ragioni. Saremo a Palazzo Vidoni, davanti al Ministero della Funzione Pubblica, con una grande manifestazione di protesta. E se non avremo risposte, siamo pronti ad andare avanti anche a Ferragosto”, concludono.

 
57 - Contratti subito Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 23 Giugno 2015 12:55

“Contratto subito”, la piattaforma per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego messa a punto da Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa si apre con una parola d’ordine chiara. Dopo sei anni di ingiusto blocco della contrattazione e in attesa di una nuova sentenza della Consulta, i sindacati lanciano la sfida al Governo “per dare ai lavoratori pubblici il sacrosanto rinnovo, negato per legge dal 2010, ma soprattutto per far ripartire l’innovazione nel settore pubblico, ferma da un decennio nonostante il diluvio di norme e finte riforme”.
“Negli ultimi 10 anni la politica ha fatto di tutto per frenare il cambiamento nella Pa. Gli addetti sono scesi di 222mila unità, si sono congelati contratti e carriere, in molte amministrazioni si è messo a rischio il salario accessorio. Solo dal 2011 i mancati rinnovi hanno portato nelle casse dello stato 8,7 miliardi di euro, ma la spesa pubblica è cresciuta di 27 miliardi. E’ un bilancio fallimentare. Ma prima ancora una strategia fallimentare: la riqualificazione della spesa e l’innovazione nei servizi si fanno solo con la contrattazione”.
Da qui l'iniziativa unitaria dei sindacati per rilanciare il ruolo del contratto collettivo e per recuperare spazi di partecipazione dei lavoratori: “il vero potenziale da liberare”. Un ccnl nazionale, per tutelare il lavoro contro le interferenze della legge e per garantire diritti economici e normativi generalizzati ed esigibili. E contratti integrativi per garantire il cambiamento nel modo di gestire, organizzare e valorizzare servizi e professionalità: orari, organizzazione del lavoro, innovazione nei prodotti e nei processi, valutazione e performance, riconoscimento economico e professionale. E poi nuovi sistemi di classificazione per le 584 professioni della Pa, tutela occupazionale e criteri per una mobilità condivisa, formazione professionale, benessere organizzativo, trasparenza sugli appalti. Materie che vanno riportate nell’ambito degli accordi fra le parti. “E’ dai contratti che deve venire la spinta in avanti per costruire un welfare più veloce, moderno ed efficiente. Perché è con i rinnovi che si può aprire una nuova stagione di investimento nei servizi e nelle persone, senza chiedere altri soldi ai cittadini. Come dimostrano anche le più avanzate esperienze nel settore privato”, puntualizzano le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil.

Comunicato
Piattaforma

 

 
38 - FUA 2013/2014: convocate le oo ss per il prossimo 22 maggio Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 08 Maggio 2015 19:00

Le organizzazioni sindacali sono state convocate per il prossimo 22 maggio, ore 11.00, al fine di discutere dei criteri di pagamento del fua 2013/2014. Vi terremo informati.

 
34 - Visite specialistiche - Parere legale Cisl Funzione Pubblica Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 28 Aprile 2015 14:41

Pubblichiamo il parere reso dall'ufficio legale della CISL FP Nazionale sulla circolare n. 2 del 17 febbraio 2014 in materia di "assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici" della Funzione Pubblica. Pubblichiamo altresì la nota della Federazione Nazionale.

Parere legale

La nota della Federazione nazionale

 
11 - Rsu2015 - "A sentire in giro..." il video animato della CISL FP Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 26 Febbraio 2015 21:30


“A sentire in giro, noi siamo quelli che…” - I pregiudizi diffusi sui lavoratori pubblici guardati con ironia e smontati attraverso disegni divertenti e parole semplici, dirette, efficaci. Dicendo qualcuna delle verità che i media spesso tacciono, ad esempio che l’inefficienza dell’amministrazione la fanno regole mal scritte (non dai lavoratori pubblici!) e organici sempre più magri che da anni non vengono rivitalizzati con nuove assunzioni.
Lo scopo di questo video però non è recriminare, sia pure col sorriso sulle labbra. Il messaggio è che “dobbiamo cominciare a lottare assieme” per riaffermare la dignità e il valore del nostro lavoro. E che possiamo riuscirci impegnandoci tutti insieme, con la Cisl. Un modo simpatico per incoraggiare i lavoratori pubblici ad essere fieri di quello che fanno e a raccogliere con noi la sfida della partecipazione.

 
8 - Dirigenti - Retribuzione di risultato anni 2012 e 2013: firmato accordo Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 10 Febbraio 2015 22:00

Oggi si è svolto il previsto incontro con la delegazione di parte pubblica per la definizione dell’accordo sui criteri per la corresponsione della retribuzione di risultato per gli anni 2012 (attività 2011) e 2013 (attività 2012).
Presente per la CISL Eugenio Marra e Vincenzo Di Carlo.
All’esito di un articolato confronto, le parti hanno convenuto di ripartire le somme disponibili (€ 3.688.916,00 per l’anno 2012 ed € 4.194.840,00 per l’anno 2013) sulla base della valutazione espressa dalla Commissione di valutazione in funzione del diverso grado di raggiungimento degli obiettivi. Nel prospetto di seguito riportato, è indicato il coefficiente di valutazione attribuito ad ogni diverso giudizio. 

Valutazione Coefficiente di Valutazione
Eccellente 1,2
Oltre la media 1,0
Distinto 0,8
Adeguato 0,6
Non valutato (per omessa trasmissione di documentazione) o valutato negativamente 0

Ai dirigenti ai quali sia stato conferito un incarico di reggenza ai sensi dell’art. 61 del CCNL 21 aprile 2006 è corrisposto inoltre un ulteriore importo pari al 15% del valore economico della retribuzione di posizione prevista per l’incarico del dirigente sostituito. Detta integrazione, subordinata alla valutazione da parte della Commissione di valutazione dell’attività svolta nell’ambito dell’incarico ad interim, è commisurata al periodo di durata della reggenza.
A questo proposito, la CISL, nell’evidenziare che la reggenza costituisce un istituto eccezionale, contrassegnato dai caratteri di eccezionalità, residualità e breve durata, ha sostenuto la necessità che per le posizioni dirigenziali coperte con un incarico ad interim venga avviata tempestivamente la procedura di interpello.
La CISL, tenuto conto che in data 2 dicembre 2014 è stato emanato il decreto ministeriale di approvazione della proposta di valutazione dei dirigenti di seconda fascia per l’anno 2013, ha chiesto l’avvio della contrattazione anche per quanto riguarda la retribuzione di risultato per l’anno 2014 e, in subordine, il pagamento, salvo conguaglio, di un acconto sulla suddetta componente retributiva.

Roma, 10 febbraio 2015

Il Coordinatore Responsabile
Eugenio Marra

 
Contro il blocco contratti chiediamo l’intervento della Corte Costituzionale Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 02 Dicembre 2014 10:11

Cisl Lavoro Pubblico: “Governo pessimo datore di lavoro”

Roma, 28 novembre 2014 “

Le federazioni della Cisl Lavoro Pubblico hanno depositato il ricorso sul blocco dei contratti nel pubblico impiego”. Ad annunciarlo è Francesco Scrima, coordinatore della Cisl Lavoro pubblico. La procedura – precisa - è stata avviata “presso il Tribunale di Roma affinché il medesimo Tribunale sollevi di fronte alla Corte Costituzionale la questione di legittimità in merito al decreto legge n. 78/2010 convertito in legge n. 122/2010. Una norma prorogata per il sesto anno dalla legge di stabilità e che incide pesantemente sulla condizione salariale dei dipendenti pubblici”.
“La discriminazione e le penalizzazioni cui il Governo Renzi sta continuando a sottoporre il lavoro pubblico – aggiunge Scrima - lo connota come un pessimo datore di lavoro: non solo persevera nella politica dei tagli lineari, senza fare riorganizzazione degna del nome, ma continua a scaricare sui lavoratori la sua incapacità di mettere un freno alla spesa pubblica. Lo dimostra il fatto che la spesa aumenta nonostante siano diminuiti sia i lavoratori occupati (meno 300.000), sia i loro stipendi. Ora, bloccando ancora una volta i contratti, chiude la porta sia al diritto dei dipendenti pubblici ad un rinnovo che aspettano da quasi sei anni, sia all’unica leva efficace di innovazione”.
“La Consulta in passato si è già pronunciata dichiarando l'ammissibilità di misure simili solo in chiave emergenziale e in modo circoscritto nel tempo. E comunque garantendo criteri di proporzionalità e ragionevolezza, nel rispetto del principio di eguaglianza sancito dall’art.3 della Costituzione” spiega il coordinatore dei settori pubblici Cisl. “E’ inaccettabile che queste misure si dilatino, fino a diventare strutturali, solo perché i vari governi avvicendatisi in questi anni non sono mai stati in grado di proporre un progetto credibile e hanno sempre avuto bisogno di strumentalizzare le comprensibili attese dei cittadini a danno di chi, in prima linea, fa funzionare i servizi pubblici con impegno, fatica e senza riconoscimenti”
“Con lo sciopero di lunedì 1° dicembre e con iniziative come questa – conclude Scrima – mandiamo al Governo un segnale chiaro: diciamo no ad un nuovo blocco dei contratti. Perché contrario agli interessi dei lavoratori, che chiedono un giusto sostegno ai salari, e a quelli dei cittadini, che vogliono più produttività e più qualità nei servizi pubblici”.

 
1° dicembre i lavoratori dei servizi pubblici scioperano per il contratto scaduto da 6 anni Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Mercoledì 26 Novembre 2014 20:22

Dall’ 8 Novembre al 1° dicembre 2014: una manifestazione e uno sciopero con la tua professione, il tuo impegno quotidiano per il futuro e la dignità del tuo lavoro e per il rinnovo del contratto.
Questo è il senso vero, professionale, per noi lavoratrici e lavoratori che siamo scesi in piazza l’8 Novembre e ora il 1° Dicembre.
Non è uno scontro, né una testimonianza ma una conferma della nostra determinazione a non rinunciare all’obiettivo di liberare il Paese e i nostri posti di lavoro, dall’inefficienza organizzativa, dai tagli, dagli sprechi nella gestione, dalla mancanza di innovazione e di qualità che meritano le lavoratrici e i lavoratori.
Non ci rassegniamo e non abbasseremo la testa ... e scioperiamo!

A partire da una piazza unita e aperta a tutte le organizzazioni sindacali, lanciamo un segnale chiaro a chi ci amministra, a chi ci dirige male, a chi governa al centro e in periferia, alla politica che non sa fare né indirizzo, né cambiamento, né riorganizzazione.
Il nostro lavoro per le persone è una risorsa, svilita e compressa e non riconosciuta a causa di poteri e interessi crescenti in tutti i tempi, contro i quali il governo Renzi si ferma, sposta il conflitto, gioca a dividere per il suo consenso, non per il bene del paese.
Oltre le slide, i tweet, gli slogan e le promesse in TV di Matteo Renzi e dei suoi ministri, vogliamo raccontare ai cittadini la verità: si mette il “bonus” contro il contratto di lavoro; si regala l’Irap agli industriali e si fanno pagare più tasse ai risparmiatori, si tolgono servizi ai cittadini riducendo i fondi a regioni, comuni e ministeri, si aumentano le tasse locali ai lavoratori e ai pensionati; si tassa il tfr e si distrugge la previdenza complementare a beneficio di banche e assicurazioni. Questa è la sintesi vera della manovra di stabilità del giovane sindaco d’Italia!
Noi insieme non ci fermeremo, non accetteremo un altro blocco dei nostri contratti
nazionali e dei posti di lavoro. Perché siamo lavoratrici e lavoratori interessati a promuovere la nostra professionalità e le nostre competenza contro i privilegi e la disorganizzazione voluta nei nostri enti, aziende e agenzie.
Abbiamo perso il 10% di stipendio e pensione alla faccia dello stimolo ai consumi. Abbiamo perso carriera, produttività e formazione. Abbiamo perso quasi 500.000 colleghi di lavoro senza dare un’occasione ai precari e ai giovani che chiedono di potersi impegnare per il pubblico. Abbiamo visto aumentare solo i dirigenti amici dei politici, anche con il nuovo governo. Abbiamo sentito parlare di burocrazia come fosse un fungo che cresce da solo e non a causa dell’incapacità e dell’irresponsabilità delle leggi votate dai politici. Abbiamo visto nascere enti, società e consorzi, e visto crescere consulenze, appalti ed esternalizzazioni per gli affari dei governanti. Abbiamo sentito il ministro Marianna Madia contrapporre il rinnovo del nostro contratto alla tutela dei disoccupati. Non lo accettiamo!
Non ci fermeremo, non ci fermerà il governo, saremo al fianco dei cittadini, per il contratto e per una nuova rete di servizi di qualità con meno costi, più competenze e più innovazione…

 
124 - Pa, sciopero il 1° dicembre indetto dalla Cisl Lavoro Pubblico Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 20 Novembre 2014 01:15

COMUNICATO STAMPA


Pa, sciopero il 1° dicembre indetto dalla Cisl Lavoro Pubblico

Scrima: “Governo indifferente. Tutte le categorie dei servizi pubblici convergano su mobilitazione per contratti e welfare”


Roma, 19 novembre 2014


“Il 1° dicembre i lavoratori dei servizi pubblici incroceranno le braccia, dando continuità alla mobilitazione e alla manifestazione dell’8 novembre scorso”. La decisione è stata annunciata da Francesco Scrima, coordinatore dalle categorie della Cisl Lavoro pubblico, che conferma “la richiesta alle federazioni di Cgil e Uil di convergere sulla data per un’azione che rappresenta la naturale prosecuzione dell’azione unitaria fin qui messa in atto”.
Lo sciopero, proclamato per l’intera giornata di lunedì 1° dicembre, interesserà sia i lavoratori pubblici, sia i lavoratori privati che lavorano per i servizi pubblici: “Andremo in piazza contro l’indifferenza del governo nazionale e di quelli regionali e locali a richieste sacrosante che riguardano lavoratori e cittadini: rinnovo dei contratti di lavoro, rilancio della contrattazione integrativa, riorganizzazione delle amministrazioni, dei corpi dello stato, innovazione vera nella scuola e nei servizi pubblici, certezze per i lavoratori precari e fine del dumping contrattuale nel privato”.
Ma l’azione sulla quale la Cisl chiama a raccolta tutte le federazioni del lavoro pubblico non si ferma allo sciopero: “Da qui al 1° dicembre partirà una mobilitazione sociale in tutti i territori e i posti di lavoro: l’obiettivo è mettere il nostro welfare in condizioni di correre e di sostenere persone e comunità nel momento di maggior bisogno. Istruzione, salute, previdenza, assistenza, sicurezza, ricerca, servizi per l’occupazione… non si cambiano con annunci e consultazioni on-line. I lavoratori dei servizi pubblici sono i primi a volerli innovare davvero. E pretendono non solo rispetto e riconoscimento della loro dignità, ma anche di mettere le loro professionalità e competenze al servizio del cambiamento per il Paese”.

 
122 - PA, la Cisl Lavoro pubblico annuncia lo sciopero. Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 18 Novembre 2014 19:53

COMUNICATO

 

Pa, la Cisl Lavoro pubblico annuncia lo sciopero.

Scrima: “Chiesto incontro a tutte le categorie del pubblico di Cgil e Uil per definire insieme la data”


La Cisl Lavoro pubblico, per voce del coordinatore Francesco Scrima, annuncia lo sciopero dei settori pubblici. E scrive alle 12 categorie di Cgil Cisl e Uil che hanno fin qui messo in atto la mobilitazione per definire insieme la data.
“Con la manifestazione di sabato 8 novembre abbiamo dato forte visibilità alla richiesta di veder valorizzato il lavoro pubblico, in tutte le sue diverse articolazioni, indicando nel rinnovo dei contratti nazionali il primo indispensabile atto, chiedendo al Governo di destinare a tal fine nella legge di stabilità le risorse necessarie” si legge nella nota di Scrima. “Nell’incontro svoltosi ieri sera a Palazzo Chigi alla nostra richiesta ha fatto riscontro la totale indisponibilità espressa a nome del Governo dalla ministra della Funzione Pubblica, Marianna Madia, che ha ribadito il blocco della contrattazione almeno per il 2015”.
“Pertanto non solo si confermano, ma si rafforzano le motivazioni della protesta e si impone la necessità di avviare una nuova fase di mobilitazione e di lotta, sugli obiettivi indicati nella piattaforma della manifestazione di sabato e confermandone coerentemente il carattere unitario”.
Per questo le categorie CISL del lavoro pubblico, dopo aver formalizzato la proclamazione dello stato di agitazione e la richiesta dell’attivazione delle procedure di raffreddamento, hanno chiesto questa mattina la disponibilità delle federazioni di Cgil e Uil ad un incontro urgente “per concordare le modalità di una nuova fase di mobilitazione unitaria, con l’individuazione della data in cui proclamare, entro il mese di dicembre, lo sciopero dei lavoratori di tutti i comparti pubblici”.
Roma, 18 novembre 2014

 
118 - Per una vera riforma della Giustizia occorre mettere al centro il personale Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 13 Novembre 2014 00:46

News giustizia Riqualificazione

Investire in formazione e riqualificazione
Il personale dell’organizzazione giudiziaria (unico caso nelle pubbliche amministrazioni) non ha mai effettuato alcuna progressione giuridico economica (cd riqualificazione).
Ci siamo dichiarati disponibili a discutere di assunzioni, di mobilità e di riqualificazione al fine di delineare un percorso volto a superare i vincoli giuridici alla riqualificazione e, soprattutto, a recuperare ulteriori risorse da destinare al FUA attraverso la modifica della legge istitutiva del Fondo Unico Giustizia, attraverso piani triennali di razionalizzazione della spesa ed attraverso il contributo unificato.

Leggi l'intera news...

 

 
117 - News Giustizia Civile Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 13 Novembre 2014 00:37

Approvato, in via definitiva, il testo del disegno di legge che converte il decreto legge n. 132/2014 in materia di riforma della giustizia civile. Il documento, sul quale il Governo ha presentato un maxiemendamento interviene a modificare il processo civile e a degiurisdizionalizzare alcune materie.
Con il maxiemendamento, il Governo è intervenuto anche a modificare la geografia giudiziaria e le sedi dei Giudici di Pace.

Leggi l'intera news...



 

 
116 - Riforma p.a. e Contratti - Convocate le oo.ss. Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 13 Novembre 2014 00:21

 

 
98 - Blocco dei contratti? Le bugie del Governo. La mobilitazione dei lavoratori dei servizi pubblici Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 25 Settembre 2014 15:53

 
Mobilitazione contro il blocco dei contratti‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 11 Settembre 2014 13:46

Per Cgil Cisl e Uil è mobilitazione L’ipotesi annunciata dal ministro della Pa Marianna Madia e ribadita dal presidente del Consiglio Matteo Renzi di prorogare per tutto il 2015 il blocco della contrattazione, è una conferma della grave mancanza di coraggio di un governo che, a dispetto delle intenzioni annunciate, prosegue nel solco della peggiore politica degli ultimi decenni. Ancora una volta infatti, dietro alla scusa della carenza di risorse, si cerca di nascondere l’incapacità di riqualificare una spesa pubblica in continua crescita e si tenta di presentare come “necessaria” una misura inaccettabile.
Alla delusione sollevata dai provvedimenti di riforma della Pa, si aggiunge ora l’ipotesi di una nuova vessazione a carico di lavoratori che hanno già pagato al risanamento un prezzo intollerabile per la dignità del lavoro e per i bilanci familiari: in cinque anni quasi 5.000 euro di mancati rinnovi, con una perdita secca del potere d’acquisto che sfiora le due cifre. La verità è che la “rivoluzione” annunciata da questo governo non è altro che una forma mascherata di continuismo: nell’assenza di interventi efficaci su sprechi e spesa improduttiva, nel mantenimento delle troppe posizioni di privilegio, nella debolezza rispetto alle lobby della spesa e delle poltrone, nel continuo rinvio di una vera politica di revisione della spesa e nella totale mancanza di un progetto complessivo per la riorganizzazione dei servizi pubblici e il rilancio della contrattazione.
Per questo le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil hanno preso una posizione forte contro ogni nuovo blocco dei contratti. E avviato un percorso condiviso di mobilitazione che dovrà segnare una grande stagione di protesta, rivendicazione e proposta. L’obiettivo da realizzare - anche attraverso una campagna efficace di contro-informazione rispetto alle bugie del governo, per spiegare con una vera e propria “operazione verità” gli incoffessabili motivi che stanno dietro alle scelte dell’esecutivo e la portata del danno che si rischia di infliggere non solo ai lavoratori e ai servizi pubblici, ma a tutto il Paese – è far recedere il governo dall’ipotesi di proroga.
Il volantino unitario (in allegato) è il primo passo di questa mobilitazione. E il primo messaggio di determinazione e compattezza, che Cgil Cisl e Uil vogliono dare ai colleghi in tutti i posti di lavoro.
Tuttavia, è indispensabile che l’azione sindacale, in questa fase come non mai, sia forte, capillare e coordinata. Per questo, nei prossimi giorni saranno definite nel dettaglio tappe e modalità della mobilitazione, attraverso un crescendo di iniziative a tutti i livelli, in tutti i territori e posti di lavoro.
Roma, 10 settembre 2014

 
92 - Pubblico impiego, Cisl Fp contro l’ipotesi di un altro blocco dei contratti Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 04 Settembre 2014 16:07

 
91 - Riforma della giustizia - il sindacato confederale chiede un incontro urgente al ministro Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Mercoledì 03 Settembre 2014 10:47

Con nota unitaria inviata in data odierna, Cgil Cisl e Uil hanno chiesto un urgente incontro al ministro Orlando in merito alla cd. Riforma della Giustizia approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 29 agosto. Pubblichiamo copia della richiesta e la nota della federazione nazionale. Vi terremo informati

 
71 - Riforma Pa, le proposte della Cisl Lavoro pubblico Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 17 Giugno 2014 18:54

Lavoro Pubblico
Sintesi

 
68 - Visite specialistiche e interpretazione della Funzione Pubblica - Il parere dell'ufficio legale della CISL FP Nazionale Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 10 Giugno 2014 15:46

Pubblichiamo il parere reso dall'ufficio legale della CISL FP Nazionale sulla circolare n. 2 del 17 febbraio 2014 in materia di "assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici" della Funzione Pubblica. Pubblichiamo altresì la nota della Federazione Nazionale.

Parere ufficio legale
la nota della Federazione

 
60 - Lavoro Pubblico - 23 maggio giornata di mobilitazione unitaria Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Martedì 20 Maggio 2014 16:16

I 44 (+1) punti della riforma

Volantino1

Volantino2

 
8 marzo - Giornata internazionale delle Donne‏ Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 07 Marzo 2014 18:16

 

In occasione della Giornata Internazionale delle donne, il Coordinamento Nazionale Donne FP ha deciso di pubblicare un dossier tematico, una sorta di “sguardo di genere” nel variegato mondo della pubblica amministrazione.

Dai dati contenuti emerge la persistenza di un forte sbilanciamento di genere nei ruoli dirigenziali della PA, e di conseguenza la necessità di un maggiore protagonismo della donna. Nonostante di questi temi si dibatta da tempo in tutte le sedi, anche istituzionali, esistono ancora tante e diverse forme, anche sottili, di discriminazione. Si parla di quote rosa, di parità di genere, dei modi per sfruttare il potenziale inespresso delle donne, ma c'è ancora molto da fare per formare ad una mentalità nuova, che dia alla donna il giusto valore all'interno del mondo del lavoro e nelle pubbliche amministrazioni, e specialmente nei ruoli decisionali, dove le donne continuano ad essere ostacolate e sotto rappresentate.

La PA ha come obiettivo primario perseguire l'interesse della collettività, che si può raggiungere solo attraverso un equilibrio di apporti e contributi. Da tempo siamo impegnati in prima linea in iniziative concrete volte a favorire un maggiore protagonismo femminile, un più alto benessere lavorativo e una cultura di pari opportunità tra uomini e donne, mediante la programmazione di specifici piani di formazione e la riformulazione degli orari di lavoro, per meglio conciliare le esigenze di lavoro e quelle della famiglia. Abbiamo constatato che attraverso la diffusione di buone prassi, volte ad una migliore conciliazione dei diversi ruoli della donna, si possono ottenere risultati positivi sia in termini di qualità della vita personale, che di rendimento nell'attività lavorativa, con conseguenti benefici anche in termini economici per la collettività.

Una maggiore presenza delle donne a tutti i livelli, e soprattutto ai vertici, potrebbe fornire un contributo e un valore aggiunto decisivo alla produttività nel nostro Paese. Dare maggiore valore al ruolo dalle donne non è solo una battaglia di genere, ma porta, in definitiva, ad un miglioramento della società.

E’ per questo che la Giornata Internazionale delle donne, al di là degli slogan e dei proclami, è per noi così importante: ci ricorda la responsabilità che abbiamo di lavorare ogni giorno dell'anno per un cambiamento duraturo dei valori e degli atteggiamenti. A maggior ragione questo vale nella pubblica amministrazione che, nella difficile congiuntura in cui operiamo, riveste sempre più un ruolo essenziale, di traino, per la ripresa del Paese.

 
184 - Comunicato stampa FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 20 Dicembre 2013 10:28

Contratto lavoratori pubblici a D'Alia: le parole non bastano, serve rinnovo

A inizio 2014 consultazione tra i lavoratori e piattaforma unitaria

Roma, 19 dicembre 2013
“Da mesi il Ministro D'Alia, in sintonia con il resto dell'esecutivo, continua a dichiarare ai giornali ciò che il Governo intende fare sul lavoro pubblico. Anche oggi è intervenuto per “rassicurare gli statali” dicendo che “i sacrifici economici sono finiti”. Noi diciamo al ministro che ascoltiamo le rassicurazioni, ma che per tranquillizzare i lavoratori le parole non bastano”.
“Per quanto ci riguarda nel 2014 si apre la stagione contrattuale e presenteremo al Governo la nostra piattaforma per il rinnovo, tanto per la parte normativa quanto per quella economica”. Con una nota congiunta Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Govanni Torluccio e Benedetto Attili, Segretari Generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, commentano le dichiarazioni rilasciate dal Ministro della Funzione Pubblica Gianpiero D'Alia in merito al contratto nazionale dei lavoratori pubblici, che secondo il responsabile di Palazzo Vidoni verrà rinnovato in prima battuta l'anno prossimo per la sola parte normativa.
“La perdita del potere di acquisto delle retribuzioni ormai supera mediamente i 250 euro mensili per dipendente. Non ci basta sentir affermare che i sacrifici “sono finiti”, servono proposte concrete per riorganizzare gli enti, migliorare i servizi e sostenere le retribuzioni dei lavoratori. E’ su questo che sfidiamo il governo. Ed è su questo che vogliamo impegni precisi da parte del ministro”.
“Informiamo quindi il Governo che abbiamo già predisposto le piattaforme unitarie per il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti, piattaforme su cui verranno effettuate le consultazioni tra i lavoratori a partire dal prossimo gennaio. In assenza di risposte adeguate – concludono Dettori, Faverin, Torluccio e Attili – alla consultazione faremo seguire la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori”.

 
175 - I sindacati del P.I. scrivono a Cottarelli: apriamo un confronto sulla Spending review Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 29 Novembre 2013 12:49

Una buona azione di razionalizzazione della spesa pubblica ha bisogno di due presupposti: non essere disgiunta dall’obiettivo di recuperare efficienza e efficacia dei servizi pubblici, ed essere fatta con il sostegno dei lavoratori.

Né l’uno né l’altro hanno caratterizzato gli interventi del recente passato, spesso portati avanti con atti unilaterali e una sistematica sottovalutazione degli impatti sociali delle misure. Ora l’auspicio è che possa aprirsi una fase nuova. Per questo Cisl Fp, Fp Cgil, Uil Fpl e Uil Pa hanno inviato al Commissario per la spending review Carlo Cottarelli una lettera unitaria a firma dei rispettivi segretari generali, chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto al quale poter portare anche i progetti unitari di riforme e le proposte di “aggressione” alla spesa improduttiva elaborati dalle stesse organizzazioni sindacali.

Uno spazio nel quale “offrire l’insieme di queste proposte, confrontarci con quelle che anche Lei deciderà di discutere con le rappresentanze dei lavoratori, provando a condividere l’obiettivo insito nella sua responsabilità: spendere bene le risorse affidate alle pubbliche amministrazioni per il mantenimento dei servizi ai cittadini, risparmiare quelle sprecate, reinvestire quelle recuperate.”

In allegato il testo completo della lettera.

 
174 - Legge stabilità - Prosegue la protesta di Cgil, Cisl e Uil Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Venerdì 29 Novembre 2013 11:26

Documento unitario

 

 
172 - Violenza sulle donne: i passi della CISL FP Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 25 Novembre 2013 15:12

Dossier
I passi della CISL

 
160 - Scioperiamo per cambiare la Legge di stabilità Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Giovedì 31 Ottobre 2013 23:06

2

 
158 - Comunicato CGIL, CISL e UIL - Pubblico Impiego verso lo sciopero Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Mercoledì 30 Ottobre 2013 17:46

COMUNICATO STAMPA FP-CGIL CISL-FP UIL- FPL UIL-PA

Lavoro pubblico: da Corte Conti e Istat solo conferme, da D'alia Lacrime di coccodrillo 200 miliardi di spesa in più in 10 anni, mentre i dipendenti sono 370mila in meno Cgil, Cisl e Uil di categoria: al paternalismo rispondiamo con lo sciopero

Roma, 29 ottobre 2013

“lo hanno capito tutti: il lavoro pubblico ha pagato un prezzo troppo alto. Il personale delle pubbliche amministrazioni è stato utilizzato per coprire i buchi e, da ultimo, per un'operazione propagandistica e del tutto insufficiente sul cuneo fiscale. Soldi che i cittadini-lavoratori restituiranno con una maggiorazione, a causa della riduzione dei servizi e dell'aumento della tassazione locale”. Così Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, rimarcano le ragioni di una mobilitazione che porterà il personale dei settori pubblici in piazza, con uno sciopero nazionale articolato sul territorio.
“Impoverire i dipendenti a cui si chiede di modernizzare la Pa – continuano i quattro sindacalisti - è cieco e fortemente iniquo. Servono costi standard, per eliminare sprechi e garantire un'oculata gestione dei soldi pubblici. Bisogna recuperare risorse, non effettuare ulteriori tagli, migliorare i servizi a cittadini e imprese. Investire nella professionalità di chi da troppi anni è privato del diritto al contratto, assumere giovani qualificati, a partire dai vincitori di concorso non assunti, garantire il turn over. E poi stabilizzare i precari, certificando le competenze per poi riaprire il tavolo per i rinnovi contrattuali. Le risorse ci sono, ma sono investite male e in modo non sempre limpido”.
“La Corte dei Conti e l'Istat certificano quello che noi diciamo da anni. Il lavoro pubblico ha pagato il costo della crisi, mentre la spesa pubblica è cresciuta di 200 miliardi di euro in 10 anni, il costo del lavoro pubblico sceso sensibilmente, insieme al valore reale dei salari, e i dipendenti diminuiti di 370mila unità. Con lo sciopero – concludono Dettori, Faveri, Torluccio e Attili - lo spiegheremo al Paese, perché il nemico pubblico numero uno è evidentemente un altro, è la spesa che non produce né servizi né stimoli all'economia, ma solo rendite. La spesa che nessuno osa toccare".

 
153 - DL STABILITA' Cgil, Cisl, Uil: al via gli scioperi territoriali per cambiare la manovra Stampa E-mail
Funzione Pubblica
Lunedì 21 Ottobre 2013 22:18

"Questa manovra non serve alla crescita" hanno sottolineato i segretari generali Susanna Camusso, Raffele Bonanni e Luigi Angeletti annunciando le prossime iniziative di protesta che si articoleranno territorialmente da qui a metà novembre in tutto il Paese per influenzare il dibattito parlamentare.

Roma, 21 ottobre 2013. "Sciopero nazionale di 4 ore, con manifestazioni gestite a livello territoriale da qui a metà novembre , quanto deciso da Cgil, Cisl e Uil nel corso dell'incontro svoltosi stamani nella sede della Uil per stabilire quali azioni mettere in campo per cambiare la legge di stabilità. Lo hanno annunciato al termine dell'incontro i tre leader di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti nel corso di una conferenza sottolineando che ""questa manovra non serve alla crescita".

"Il dente duole sulla vicenda fiscale - ha ribadito alla stampa il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Una questione, quella fiscale, che ha ridotto al lumicino il reddito delle famiglie e falcidiato i posti di lavoro. Questo è il punto che noi confederali abbiamo posto da tempo insieme agli industriali quale priorità per la crescita del Paese. "Avevamo davvero fiducia che questa volta ci sarebbe stata una diminuzione della tassazione su lavoratori e pensionati. Credevamo che il Governo avesse capito che questa era la priorità, anche perché questo tema è stato al centro di tutto il dibattito economico nazionale. Le troppe tasse stanno rarefacendo la nostra realtà economica. A noi questo sembrava fosse un fatto acclarato, e ci sembrava che fosse volontà del governo affrontare la questione. Così non è stato, il governo ha fatto vincere quel potere che da tempo influenza le finanziarie del Paese, il partito della spesa pubblica il vero gruppo che blocca la possibilità di crescita. Ora noi, con Cgil e Uil, vogliamo modifiche concrete"

Bonanni ricorda pertanto che "a pagare la vittoria del partito della spesa" sono i lavoratori e in particolare quelli del pubblico impiego che vedono ridursi continuamente il potere d'acquisto. Veniamo da una perdita di 250 mila posti di lavoro nel pubblico impiego e da sette anni di astensione di rinnovi contrattuali: ormai e' una sorta di cimitero, dove nulla si muove".

Il Segretario generale della Cisl si è detto quindi a favore della "stabilità produttiva" e di non volersi confondere con i "populisti" che vogliono tenere "la situazione instabile, con governi che saltano, per la soddisfazione dei poteri della rendita".

L'obiettivo dei sindacati e' quindi di ridurre le tasse recuperando risorse dai tagli agli sprechi, passando per la soppressione degli enti inutili, per l'introduzione di costi standard in tutta la pubblica amministrazione, nell'organizzazione di servizi comuni pubblici a carattere regionale".

Duro il Segretario generale della Cisl anche sulla mancata introduzione Dl stabilità di misure pensionistiche: "E' importante lenire le ferite che sono state inferte dalla riforma Fornero" ha detto lanciando un invito al dialogo al ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, affinché la legge venga modificata. "Se il Ministro vuole discutere con noi siamo ben disposti a farlo, ma non vogliamo perdere tempo".

Ed infine Bonanni ha chiesto al premier Letta di recuperare il documento sulle riforme istituzionali e amministrative, testo "cardine" che e' stato dimenticato".

 
124 - Semaforo verde del Governo al pacchetto PA Stampa E-mail
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Mercoledì 28 Agosto 2013 22:12

 
121 - Congedo straordinario per gravi e documentati motivi familiari - Sentenza corte costituzionale Stampa E-mail
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Mercoledì 07 Agosto 2013 23:03

Pubblichiamo la nota della federazione nazionale relativa ad una impostante sentenza della corte costituzionale in tema di congedo straordinario per gravi e documentati motivi familiari

 
68 - TFS: ritenuta previdenziale 2,5 % Stampa E-mail
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Giovedì 09 Maggio 2013 21:33

Pubblichiamo la nota della Federazione Nazionale che affronta in maniera esauriente la problematica relativa al TFS ed alla ritenuta previdenziale del 2,5%

 
65 - Riorganizzazione servizi minorili - La CISL chiede un incontro Stampa E-mail
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Martedì 30 Aprile 2013 15:50

Pubblichiamo la nota con la CISL ha chiesto un incontro sui contenuti della circolare n.1/2013 in tema di riorganizzazione dei servizi minorili.

 
53 - P.A. - Rapporto ARAN, nulla di cui gioire: meno occupazione, meno salari non sono dati positivi. Rilanciare subito la contrattazione nazionale e integrativa Stampa E-mail
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Mercoledì 10 Aprile 2013 23:10

 
52 - Indennità di vacanza contrattuale - Ricognizione normativa Stampa E-mail
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Mercoledì 10 Aprile 2013 23:02

Pubblichiamo la nota della Federazione Nazionale che effettua una ricognizione normativa dell'istituto della indennità di vacanza contrattuale.

 
38 - Si al contratto sulle relazioni sindacali Stampa E-mail
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Venerdì 08 Marzo 2013 15:19

 

 
37 - 8 marzo 2013 Stampa E-mail
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Giovedì 07 Marzo 2013 09:40

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